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Stadio a Pietralata, conferenza dei servizi e 90 giorni: cosa cambia dopo l’ordinanza

Il commissario Massimo Sessa ha firmato il 15 giugno 2026 un’ordinanza che riduce a 90 giorni il procedimento per la conferenza dei servizi sul progetto dello stadio della Roma a Pietralata; il provvedimento è descritto come «un passaggio fondamentale per il futuro» da Roberto Gualtieri e «un passaggio decisivo» da Andrea Abodi.

Stadio a Pietralata, conferenza dei servizi e 90 giorni: cosa cambia dopo l’ordinanza

L’iter per ottenere le autorizzazioni necessarie alla costruzione del nuovo stadio dell’As Roma nell’area di Pietralata subisce una netta accelerazione: il 15 giugno 2026 il commissario straordinario per gli stadi di Euro 2032Massimo Sessaha emanato la prima ordinanza che fissa un cronoprogramma stringente e avvia formalmente la Conferenza dei servizi. Il provvedimento, immediatamente efficace, comprime l’intero procedimento autorizzatorio, inclusa la Valutazione di impatto ambientalein un arco di tempo complessivo di 90 giorni.

La decisione riguarda un’opera che il Governo ha inserito tra gli interventi funzionali alla competizione europea del 2032 e che, nella logica di semplificazione amministrativa, vede coinvolti Comune di Romail proponente As Roma e vari ministeri. L’ordinanza precisa responsabilità e scadenze per ogni soggetto chiamato a esprimersi, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i tempi oggi mediamente superiori ai sei mesi previsti dalla procedura ordinaria.

Il piano temporale stabilito dall’ordinanza

L’atto firmato da Massimo Sessa definisce un calendario dettagliato: i primi controlli sulla documentazione occupano cinque giorniseguiti da altri cinque giorni concessi al proponente per eventuali integrazioni. Successivamente sono previsti 30 giorni destinati alla presentazione delle osservazioni del pubblico e alle verifiche tecniche sugli elaborati, quindi ulteriori 13 giorni per richieste di integrazione e controdeduzioni da parte del proponente. Gli ultimi 10 giorni sono riservati alla seduta conclusiva della Conferenza dei servizinel corso della quale dovrà arrivare il provvedimento autorizzatorio finale.

Questo cronoprogramma riduce sensibilmente le tempistiche rispetto al percorso ordinario disciplinato dall’articolo 27-bis del decreto legislativo 152 del 2006, che può richiedere tempi ben oltre i sei mesi. In termini pratici, la compressione dei tempi mira a consegnare il PAUR (provvedimento autorizzatorio unico regionale) entro un arco di tempo che è stato indicato anche come equivalente a tre mesi in alcune comunicazioni, ma formalmente la procedura è ora articolata in 90 giorni.

Dichiarazioni istituzionali e rientro del progetto nel dossier Euro 2032

Il sindaco di RomaRoberto Gualtieriha commentato l’avvio della Conferenza dei Servizi definendolo «un passaggio fondamentale per il futuro» dello stadio, sottolineando il valore dell’opera per una nuova infrastruttura sportiva «moderna e sostenibile e pienamente integrata con il territorio». Il sindaco ha inoltre richiamato il lavoro amministrativo che ha portato al riconoscimento dell’interesse pubblico dell’opera e ha promesso coordinamento con le istituzioni per garantire «tempi certi, massima trasparenza e rigorose valutazioni».

Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodiha qualificato l’ordinanza come «passaggio decisivo», ricordando che il progetto è stato dichiarato di interesse strategico nazionale e «inserita tra gli interventi funzionali all’organizzazione della competizione europea». Nelle note istituzionali si segnala anche che la scelta di accelerare le procedure è stata concertata in relazione al mandato legato all’organizzazione degli Europei del 2032, coinvolgendo altri membri del Governo nei passaggi decisionali.

Il commissario Sessa ha evidenziato che l’atto mira a imprimere un’accelerazione alla valutazione del Progetto di fattibilità tecnico-economica presentato dal club, mentre nella fase politica sono citati i ministri coinvolti nel decreto che ha qualificato l’opera di interesse strategico: Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti sono nominativamente collegati al percorso che ha portato alla dichiarazione di interesse nazionale.

Impatto operativo e tempistiche sul terreno

Dal punto di vista operativo, la riduzione a 90 giorni significa che le fasi autorizzative chiave sono ora scandite da scadenze certe, con tempi specifici per osservazioni, integrazioni e la seduta finale della Conferenza dei servizi. Questo meccanismo dovrebbe velocizzare la possibilità di aprire il cantiere, qualora il parere conclusivo risulti positivo, e accompagnare il progetto verso i successivi passaggi di progettazione esecutiva e realizzazione.

Il provvedimento è descritto dai rappresentanti istituzionali come frutto di un lavoro amministrativo intenso: il sindaco ha parlato del risultato come del «frutto serio lavoro dell’amministrazione», sottolineando il ruolo dell’azione amministrativa nel consolidare l’interesse pubblico sull’opera. L’avvio della Conferenza dei servizi rappresenta, nelle intenzioni ufficiali, la fase decisiva per arrivare rapidamente a una decisione finale sul progetto.

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