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Sospensioni disciplinari alla Asl Roma 5 dopo la morte notturna di un paziente in reparto psichiatria

A Tivoli la direzione della Asl Roma 5 ha disposto la sospensione senza stipendio per sei mesi di tre infermieri del Reparto Psichiatria dopo che un paziente del Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura è stato trovato privo di vita al cambio di turno. Le delibere numerate 1250, 1265 e 1268 stabiliscono tempistiche e decorrenze delle sanzioni.

Sospensioni disciplinari alla Asl Roma 5 dopo la morte notturna di un paziente in reparto psichiatria

Il ritrovamento di un paziente senza vita nel Reparto Psichiatria di un ospedale dell’Azienda Sanitaria Locale di Tivoli ha portato all’avvio di provvedimenti disciplinari nei confronti di tre operatori sanitari. Secondo gli atti ufficiali, l’uomo sarebbe deceduto nel corso della notte del mese di maggio e il decesso non sarebbe stato annotato al termine del turno notturno perché i sanitari presenti non avrebbero rilevato anomalie durante i controlli.

La scoperta è avvenuta al cambio con la squadra del turno diurno, che ha trovato il paziente ormai privo di vita. A seguito dell’accertamento della morte, l’Ufficio Procedimenti Disciplinari ha avviato le verifiche che si sono concluse con la proposta di sanzione prevista dal contratto collettivo del comparto sanità.

Delibere e misure adottate dalla direzione della Asl Roma 5

Il Direttore Generale della Asl Roma 5Silvia Cavalli, ha firmato il primo provvedimento mercoledì 10 giugno: la delibera numero 1250 dispone la sospensione dal servizio senza retribuzione per sei mesi per un infermiere in servizio al Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC). La misura è applicata richiamando l’articolo 84 comma 8 lettera E del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del personale Comparto Sanità 2019-2026che prevede la sanzione in caso di violazione di doveri e obblighi di comportamento da cui derivi un grave danno all’ente o agli utenti.

Altri provvedimenti del 11 giugno e decorrenza

Giovedì 11 giugno sono state firmate altre due delibere, numeri 1265 e 1268con cui Silvia Cavalli ha esteso lo stesso tipo di sospensione anche ad altri due infermieri impiegati nello stesso reparto. Gli atti richiamano le note dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari del 18 maggioche hanno comunicato ai responsabili del reparto e alla direzione del personale la decisione di proporre la sanzione. Le due sospensioni avranno decorrenza da martedì 16 giugno e termineranno il 16 secondo quanto riportato nelle delibere.

Il contesto operativo e le responsabilità contestate

Le sanzioni disciplinari si fondano sul presupposto che durante i controlli notturni non siano state rilevate le condizioni fisiche del paziente che avrebbero dovuto indicare il decesso o altre anomalie. L’accertamento della responsabilità è stato gestito dall’Ufficio Procedimenti Disciplinari dell’Azienda, che ha esaminato i rapporti di servizio e le comunicazioni interne prima di proporre le misure. Il ricorso all’articolo del contratto collettivo indica che le omissioni contestate sono considerate gravi, nella misura in cui si ritiene abbia prodotto un danno significativo agli utenti o all’ente.

Il caso riguarda tre dipendenti che, con le delibere indicate, sono stati allontanati dal servizio per un periodo di sei mesi senza stipendio. Il primo provvedimento, con numero 1250è datato mercoledì 10 giugnomentre gli altri due sono stati formalizzati il giovedì 11 giugno attraverso le delibere 1265 e 1268rispettivamente. Le date e i numeri delle delibere sono elementi ufficiali che definiscono i confini temporali e amministrativi delle sanzioni.

Impatto sulle procedure del reparto

L’episodio determina inevitabili riflessi organizzativi per il Reparto Psichiatriache dovrà gestire l’assenza temporanea di personale infermieristico. Anche se le misure sono disciplinari e non penali, la decisione mette in evidenza la necessità, nelle strutture sanitarie, di procedure di controllo e registrazione periodica degli stati dei pazienti, soprattutto durante i turni notturni, per evitare omissioni che possano avere esiti drammatici.

Resta inteso che le delibere rappresentano atti amministrativi interni e che la vicenda segue i canali previsti per la gestione delle responsabilità del personale sanitario. La documentazione ufficiale riporta le date, i numeri delle delibere e la decorrenza delle sospensioni come elementi centrali della ricostruzione degli eventi.

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