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Sharing a Roma: le novità per monopattini e biciclette elettriche

Roma introduce nuove regole per monopattini e biciclette in sharing. Scopri come cambierà il servizio e quali sono le novità per gli utenti.

Sharing a Roma: le novità per monopattini e biciclette elettriche

Roma sta per rivoluzionare il sistema di sharing di monopattini elettrici e biciclette a pedalata assistita. La Giunta capitolina ha approvato le nuove linee guida che saranno alla base dell’avviso pubblico per selezionare gli operatori autorizzati a lavorare nella Capitale nei prossimi anni.

L’obiettivo è ridurre la concentrazione dei mezzi nel centro storico, aumentando la loro presenza nei quartieri periferici. Maggiore attenzione sarà dedicata alla sicurezza al decoro urbano alla corretta sosta dei veicoli e all’integrazione dello sharing con il trasporto pubblico.

Fino a sei operatori nella Capitale

Le attuali regole per i monopattini risalgono al 2026 e scadono il 31 agosto 2026, mentre quelle relative alle biciclette, introdotte nel 2026, termineranno il 31 ottobre. Dopo una proroga tecnica necessaria ad allineare i due servizi, il Campidoglio procederà con il nuovo sistema.

L’avviso pubblico sarà articolato in due procedure: potranno essere selezionati fino a tre operatori per i monopattini e altrettanti per le biciclette. In teoria, quindi, nella Capitale potrebbero operare fino a sei società differenti. Le autorizzazioni avranno una durata di tre anni, con la possibilità di proroghe.

Distribuzione dei mezzi e sicurezza

Uno dei principali obiettivi è riequilibrare la distribuzione dei mezzi sul territorio romano. Per ogni operatore e per ciascuna tipologia di veicolo saranno previsti precisi limiti nelle aree centrali: massimo 30 mezzi nella Ztl Tridente, 300 nella Ztl Centro Storico diurna escluso il Tridente, 70 nella Ztl Trastevere notturna e 800 nel resto del Municipio I.

Fuori dal centro la logica sarà invece opposta. Agli operatori verrà richiesto di garantire una presenza minima dei mezzi, con un’area operativa obbligatoria di almeno 95 chilometri quadrati. Nelle zone periferiche dovrà essere assicurata una densità minima di 12 monopattini e 6 biciclette per chilometro quadrato.

Le nuove linee guida intervengono anche sulla sicurezza e sul decoro. I mezzi potranno essere lasciati esclusivamente negli stalli individuati dal Comune, mentre alcune strade potranno essere interdette alla circolazione. In determinate aree la velocità sarà ridotta automaticamente fino a un massimo inferiore ai 6 chilometri orari, in linea con quanto previsto nelle aree pedonali.

I veicoli dovranno inoltre essere equipaggiati con sistemi in grado di rilevare la presenza contemporanea di due persone a bordo e rispettare gli obblighi previsti dalla normativa nazionale, compresi contrassegno, identificazione e copertura assicurativa.

Casco e agevolazioni per gli abbonati Metrebus

Il nuovo bando terrà conto anche del tema del casco per i monopattini. Secondo quanto spiegato dall’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, saranno assegnati punti agli operatori che proporranno soluzioni per consentire agli utenti di noleggiarlo o acquistarlo.

Un peso importante nella selezione sarà attribuito alle agevolazioni per chi possiede un abbonamento annuale Metrebus. Gli operatori potranno proporre tariffe ridotte e corse gratuite. La capacità di garantire la più ampia gratuità possibile potrà valere fino a 35 punti nella procedura di selezione.

Cambierà anche il sistema con cui viene riconosciuto il beneficio. Roma Servizi per la Mobilità dovrebbe consentire agli operatori di verificare in tempo reale la validità dell’abbonamento: lo sconto o la gratuità potranno così essere applicati direttamente attraverso l’app utilizzata per il noleggio.

Integrazione con il trasporto pubblico

Il Campidoglio vuole infine trasformare monopattini e biciclette in uno strumento maggiormente integrato con il sistema di trasporto pubblico. Nella selezione saranno premiati gli operatori che garantiranno una maggiore copertura lungo le principali direttrici metropolitane e ferroviarie urbane, favorendo gli spostamenti dell’ultimo miglio dalle stazioni verso quartieri e destinazioni non direttamente raggiunte dai mezzi pubblici.

L’obiettivo del nuovo modello è quindi spostare progressivamente lo sharing da un servizio concentrato soprattutto nelle zone turistiche e centrali a una componente più strutturale della mobilità cittadina.

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