La mattina del 20 maggio 2026 la Guardia di Finanza ha eseguito un intervento significativo alle Case Rosse di Ostia, portando all’esecuzione di 26 misure cautelari e all’emersione di una rete dedicata alla vendita di cocaina, eroina e crack. L’operazione, disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha ricomposto un quadro in cui il commercio illecito era gestito con modalità quasi aziendali e un controllo capillare del territorio.
Le indagini hanno coinvolto complessivamente 29 indagati e secondo quanto ricostruito i militari hanno predisposto un vasto dispiegamento operativo con oltre 200 operatori, unità cinofile e un elicottero. Gli elementi emersi mostrano un meccanismo collaudato che affiancava alla vendita in strada consegne a domicilio tramite corrieri e veicoli dedicati, e un sistema di controllo interno basato su turni e vedette fisse.
Organizzazione e modalità di vendita
La piazza investigata presentava una struttura precisa: un locale al pianoterra fungeva da centro logistico, dal quale si accedeva a un corridoio che portava al giardino condominiale dove la droga veniva scambiata attraverso una feritoia nel muro. Questo allestimento, descritto dagli inquirenti come piazza di spaccio, era affiancato da punti di cessione davanti a scuole, bar e fermate dellautobus, e perfino da una filiale operativa a Fiumicino. Le stime della Finanza indicano una media di circa 100-150 dosi al giorno, con picchi oltre le 200 dosi in giorni festivi e un giro d’affari valutato intorno a 1,8 milioni di euro nel periodo di indagine.
Turni, vedette e consegne a domicilio
Il sistema adottava un modus operandi che richiamava procedure aziendali: turni h24, vedette poste nei punti di accesso per segnalare larrivo delle forze dellordine e corrieri dedicati per le vendite a domicilio. La presenza di ruoli fissi e la continuità dellattività hanno consentito agli investigatori di ricostruire lapplicazione di pratiche di sicurezza e di riciclaggio dei proventi, con operazioni finanziarie volte a schermare i guadagni illeciti.
Le persone al vertice e il controllo sociale
Tra i volti emersi nelle indagini cè quello di Anna Anatolio, nota come Annarella, indicata come riferimento storico della piazza. Allo stesso tempo le investigazioni hanno citato anche la figura di Massimo Romeo tra i protagonisti che hanno contribuito a trasformare le palazzine popolari in un vero e proprio dispositivo di traffico. Annarella, donna di 66 anni, era riconosciuta nellambiente e secondo gli ascolti occupava un ruolo di supervisione, talvolta utilizzando la propria abitazione come punto di controllo e base operativa.
La gestione del personale e il reclutamento
Il gruppo si reggeva su una manodopera eterogenea: nipoti e giovani consumatori reclutati come pusher, giovanissimi pagati in dosi e soggetti in condizione di vulnerabilità economica. Questo meccanismo