5 Giugno 2026 🌫 16°

Ranieri ufficialmente cagliaritano: la consegna della pergamena a Palazzo Bacaredda

La consegna ufficiale della pergamena della cittadinanza onoraria a Claudio Ranieri a Cagliari chiude un percorso iniziato con il voto unanime del Consiglio comunale e celebra il rapporto speciale tra l'allenatore e la città.

Ranieri ufficialmente cagliaritano: la consegna della pergamena a Palazzo Bacaredda

La città di Cagliari ha ufficializzato il riconoscimento che molti tifosi e cittadini attendevano: la cerimonia di consegna della pergamena della cittadinanza onoraria a Claudio Ranieri si è svolta a Palazzo Bacaredda alla presenza del sindaco Massimo Zedda e di rappresentanti istituzionali. Il gesto formale completa un iter avviato con il voto unanime del Consiglio comunale, trasformando in atto concreto un’affermazione di stima che la comunità cagliaritana nutriva da tempo nei confronti dell’allenatore.

Un riconoscimento che ha radici nelle imprese sportive

Il conferimento sottolinea l’importanza delle stagioni in cui Ranieri ha guidato il Cagliari, lasciando tracce profonde sia nel palmarès sia nella memoria collettiva. Le motivazioni ufficiali evidenziano l’attaccamento e l’amore dell’allenatore per la città, definita da lui stesso come la sua «seconda casa». Le imprese sul campo sono state considerate non solo risultati sportivi, ma parte di un patrimonio condiviso tra le cagliaritane e i cagliaritani e tra i tifosi in Sardegna e fuori dall’isola.

Il valore simbolico della pergamena

La consegna della pergamena rappresenta un atto simbolico che cristallizza un rapporto umano e professionale: non si tratta solo di un titolo, ma di un segno pubblico di riconoscenza. Per la città è un modo per onorare un personaggio che ha contribuito alla storia del club e all’immagine di Cagliari nel panorama calcistico nazionale.

Momenti della cerimonia e presenze istituzionali

La cerimonia si è svolta nella Sala di rappresentanza di Palazzo Bacaredda, con la partecipazione del presidente del Consiglio comunale Marco Benucci e di altri rappresentanti istituzionali. Alla cerimonia è seguito un breve incontro con i media, durante il quale sono emerse parole di affetto e riconoscimento da parte delle autorità locali. L’atmosfera è stata improntata a un misto di solennità e familiarità, a sottolineare il carattere personale del legame tra Ranieri e Cagliari.

Altri appuntamenti legati alla presenza in città

La permanenza di Ranieri a Cagliari in quei giorni prevedeva anche partecipazioni a iniziative culturali e sportive: tra gli eventi era prevista la presentazione di un libro che ripercorre le sue stagioni rossoblù e la partecipazione a incontri pubblici organizzati da enti locali e associazioni sportive. Queste occasioni hanno contribuito a intrecciare ulteriormente il percorso personale dell’allenatore con la vita cittadina.

Un riconoscimento che si somma ad altri onori

Il titolo di cittadino onorario arriva a corollario di altri riconoscimenti recenti: proprio il giorno precedente, Ranieri aveva ricevuto dalla prefetta Paola Dessì il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, un altro segno del valore nazionale della sua carriera. Questi riconoscimenti affiancano l’affetto popolare e istituzionale, delineando un quadro in cui il tecnico è apprezzato sia per i successi sportivi sia per il ruolo umano e di riferimento che ha ricoperto.

Le parole di Ranieri

Nel corso dell’incontro, Ranieri ha espresso orgoglio e gratitudine per l’onorificenza, ricordando episodi che hanno segnato il suo rapporto con la Sardegna, come partite e stagioni che lo hanno avvicinato alla comunità locale. Ha osservato con emozione come il legame con i sardi sia evidente negli sguardi e nelle reazioni: un elemento che ha definito il suo rapporto con l’isola come speciale e profondamente umano.

La consegna della cittadinanza onoraria appare così come il suggello di un percorso condiviso tra un allenatore e una città: da un lato le imprese sul rettangolo di gioco, dall’altro il riconoscimento di un legame che trascende il semplice tifo. In questo senso, l’atto compiuto a Palazzo Bacaredda rappresenta un momento di celebrazione collettiva e un invito a conservare nella memoria cittadina le stagioni e i gesti che hanno contribuito a definire l’identità sportiva di Cagliari.

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