La Corte d’Assise di Roma ha emesso un’ordinanza che dispone la ripresa del processo per il duplice femminicidio avvenuto a villa pamphili nel giugno dello scorso anno. L’atto, contenuto in tre pagine, conclude che Francis Kaufmann può stare in giudizio e fissa la prossima udienza per il 6 luglio. La vicenda riguarda la morte della compagna di Kaufmann, Anastasia Trofimova di 29 anni, e della loro figlioletta Andromeda di appena 11 mesi.
La decisione dei giudici è arrivata dopo una fase di sospensione del dibattimento e dopo che, su richiesta della difesa, era stata eseguita una perizia psichiatrica. All’esito della consulenza i magistrati avevano inizialmente disposto un percorso di cura per l’imputato presso una struttura sanitaria specializzata: ora però gli stessi giudici hanno ritenuto che l’attuale stato dell’imputato sia compatibile con la detenzione, con la precisazione della necessità di un costante controllo clinico.
Ordinanza della Corte d’Assise e condizioni dell’imputato
Nell’ordinanza di tre pagine i giudici di piazzale Clodio hanno scritto testualmente che “l’attuale stato fisiopsichico dell’imputato è compatibile con il regime detentivo“, aggiungendo però che resta salva “la necessità di apprestare un adeguato monitoraggio clinico“. Questa formulazione ha determinato il ripristino della misura cautelare in carcere per Kaufmann e la revoca del suo precedente ricovero presso una struttura dell’ospedale Santo Spirito.
La misura è stata
Perizia psichiatrica e diagnosi emerse in aula
Prima della decisione finale la prima Corte d’Assise di Roma aveva sospeso il processo in seguito ai risultati di una perizia che aveva creato divisioni in aula. L’esperto nominato dai giudici aveva diagnosticato a Kaufmann un “disturbo psicotico acuto e transitorio” valutazione che, secondo quei periti, avrebbe reso l’imputato incapace di seguire il dibattimento e incompatibile con il regime carcerario ordinario.
La diagnosi riportata nella consulenza aveva alimentato il confronto tra difesa e accusa: la difesa aveva puntato sulla necessità di terapie e di un ricovero protetto, mentre l’accusa aveva contestato l’idoneità della misura alternativa rispetto alla gravità dei fatti. La nuova ordinanza però ricalibra la posizione, ritenendo che il percorso terapeutico svolto abbia consentito di raggiungere condizioni compatibili con la detenzione, fermo restando il monitoraggio clinico richiesto dai giudici.
Implicazioni pratiche del monitoraggio clinico
Il richiamo al monitoraggio clinico nella decisione della Corte indica la necessità di un collegamento tra istituzioni carcerarie e strutture sanitarie per la sorveglianza delle terapie e delle condizioni psicofisiche dell’imputato. Questo tipo di disposizione, se applicata correttamente, mira a coniugare il rispetto delle misure cautelari con la tutela della salute, evitando che eventuali ricadute non vengano prontamente individuate e trattate.
Il ripristino della custodia cautelare in carcere comporta, nei fatti, che Kaufmann verrà trasferito dal ricovero sanitario al regime detentivo, con procedure volte a garantire la continuità delle cure segnalate dai periti e la sorveglianza terapeutica indicata dai giudici.
Calendario processuale e prossima udienza
Con l’ordinanza del 16 giugno 2026 i giudici hanno fissato la prosecuzione del procedimento e segnato il calendario: la prossima udienza è stata programmata per il 6 luglio. Durante quella sessione l’aula dovrà riprendere l’istruttoria sul duplice omicidio che ha scosso l’opinione pubblica e valutare, tra l’altro, gli sviluppi legati al quadro sanitario dell’imputato e le eventuali necessità istruttorie emerse nel frattempo.
Il processo riguarderà i fatti accaduti a Villa Pamphili e le responsabilità per la morte di Anastasia Trofimova 29 anni, e della piccola Andromeda di 11 mesi, e si svolgerà davanti alla Corte d’Assise di Roma. L’attenzione resterà concentrata sulla correttezza dell’applicazione delle misure cautelari e sulla adeguata gestione del rapporto tra esigenze giudiziarie e tutela della salute dell’imputato.
Nei prossimi giorni gli atti dell’ordinanza e le determinazioni sulla custodia saranno disponibili agli organi competenti per l’esecuzione, mentre il dibattimento tornerà in aula il 6 luglio, secondo quanto stabilito dalla Corte.



