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Poste Italiane: crescita del 5,9% nei ricavi e utile netto a 1,2 miliardi

Poste Italiane ha registrato un semestre record con ricavi di 6,8 miliardi e un utile netto di 1,2 miliardi. L'integrazione con Tim promette sinergie per 700 milioni di euro annuali.

Poste Italiane: crescita del 5,9% nei ricavi e utile netto a 1,2 miliardi

Poste Italiane ha chiuso il primo semestre del 2026 con risultati record, segnando un altro capitolo di successo nella sua storia. Con ricavi che hanno raggiunto i 6,8 miliardi di euro e un utile netto di 1,2 miliardi, il gruppo ha confermato la sua guidance e la politica dei dividendi per l’intero esercizio. Questi numeri rappresentano un aumento del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2026, dimostrando una crescita costante e una resilienza impressionante.

I risultati finanziari del primo semestre 2026

Il risultato operativo adjusted ha raggiunto quota 1,8 miliardi di euro, con un incremento di circa il 7%. Nel solo secondo trimestre, i ricavi si sono attestati a 3,39 miliardi, mentre l’utile netto, esclusa la quota in Tim, è salito a 594 milioni. L’Ebit adjusted trimestrale ha raggiunto 868 milioni, superando il consenso fornito dalla società.

La crescita ha interessato tutte le principali aree di attività. I ricavi dei servizi assicurativi sono aumentati dell’8,6%, quelli di Postepay del 7,3%, mentre il comparto della corrispondenza dei pacchi e della distribuzione ha beneficiato dell’andamento positivo della logistica e delle politiche di revisione dei prezzi.

Le parole di Matteo Del Fante

L’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha sottolineato il valore dei risultati raggiunti dal gruppo. “Sono orgoglioso di annunciare che per il quinto semestre consecutivo abbiamo raggiunto un risultato record, grazie a ricavi in crescita del 6% a 6,8 miliardi, un risultato operativo adjusted in aumento del 7% al livello senza precedenti di 1,8 miliardi e un utile netto che ha raggiunto il nuovo massimo storico di 1,2 miliardi”, ha dichiarato.

Secondo Del Fante, i numeri confermano “la solidità e la resilienza del modello di business” di Poste Italiane. La raccolta netta nei prodotti di investimento ha raggiunto 2,7 miliardi, mentre il totale delle attività finanziarie investite è salito a 613 miliardi di euro, sostenuto dal miglioramento del risparmio postale e dalla stabilità dei depositi retail.

L’integrazione con Tim e le prospettive future

Nel commentare i risultati, Del Fante ha collegato la crescita del gruppo all’accelerazione dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Tim. “I risultati di oggi non rappresentano soltanto una conferma della solidità del nostro business, ma segnano anche l’inizio di un nuovo capitolo nell’evoluzione della nostra platform company, con un chiaro percorso delineato sui principali progetti strategici e l’accelerazione dell’Opas su Tim”, ha spiegato.

Il periodo di adesione all’offerta, iniziato il 20 luglio, terminerà l’11 settembre, con una possibile riapertura dei termini tra il 21 e il 25 settembre. La finalizzazione dell’operazione è prevista entro il terzo trimestre del 2026, mentre l’efficacia dovrebbe decorrere dal 1° gennaio 2027.

“Tim rappresenta il complemento ideale per rafforzare la nostra piattaforma”, ha aggiunto Del Fante, annunciando la presentazione del piano industriale della nuova realtà integrata nel primo trimestre del 2027. L’operazione punta alla creazione di un unico gruppo nazionale con posizioni di leadership nei servizi finanziari, assicurativi, logistici e nella connettività digitale.

Sinergie e trasformazione della struttura societaria

Secondo le stime diffuse da Poste Italiane, l’integrazione tra le due società potrebbe produrre sinergie di ricavi e costi per circa 700 milioni di euro l’anno a regime. Il modello di Poste, basato su una rete fisica e digitale diffusa su tutto il territorio nazionale, dovrebbe evolvere attraverso l’integrazione con le infrastrutture di Tim nei settori delle telecomunicazioni, del cloud, dell’edge computing, dei dati e dell’identità digitale.

Del Fante ha illustrato il processo di trasformazione della struttura societaria e della rete distributiva. “Stiamo creando un unico polo finanziario per semplificare la struttura del gruppo, rafforzando il nostro approccio incentrato sul cliente e ottimizzando l’allocazione del capitale”, ha dichiarato. Poste sta anche ridisegnando la propria rete fisica attraverso un modello di distribuzione a zone, con l’obiettivo di renderla più flessibile ed efficiente.

Progetti e accordi in corso

Poste Italiane ha confermato la centralità del risparmio postale e ha annunciato che sono in corso le trattative con Cassa depositi e prestiti per il rinnovo dell’accordo relativo alla raccolta per il periodo 2027-2030. Del Fante ha spiegato che è stato concordato con Cdp un term sheet per assicurare maggiore visibilità sulle prospettive economiche future dell’attività.

Il gruppo ha confermato per il 2026 la guidance standalone e la politica dei dividendi, nonostante il percorso di integrazione con Tim. Prosegue anche il Progetto Polis, con cui Poste Italiane punta a trasformare gli uffici dei piccoli centri e delle aree interne in hub per l’accesso ai servizi digitali della pubblica amministrazione.

Alla fine di giugno risultavano trasformati 5.825 uffici postali, mentre erano stati realizzati 175 spazi di coworking. Il completamento del progetto è previsto entro la fine del 2026. Parallelamente, Poste sta portando avanti gli interventi di Efficientamento energetico degli immobili. Gli edifici dotati di sistemi di smart building sono saliti a circa 6.700, mentre gli impianti fotovoltaici installati sono circa 1.080, per una potenza complessiva di 31,7 megawatt.

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