La commissione parlamentare d’inchiesta ha avviato una perizia che mira a chiarire le circostanze della morte di David Rossi l’ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena. In una palestra dell’università del Foro Italico a Roma è stata ricostruita la scena dell’ufficio di Rocca Salimbeni, con una finestra costruita delle stesse dimensioni dell’originale, e sono state eseguite diverse simulazioni con l’ausilio dei Ris e dei vigili del fuoco.
Le esercitazioni hanno replicato più ipotesi dinamiche: dall’azione di un solo aggressore fino a quella di tre persone, con la vittima sia in stato di coscienza sia incosciente. L’obiettivo dichiarato dalla commissione è individuare «quante persone, con quale modalità e con quale forza» abbiano partecipato alla vicenda che ha portato alla caduta di Rossi dalla finestra.
Ricostruzione pratica a Roma con Ris e vigili del fuoco
All’interno della palestra è stata allestita una riproduzione dettagliata: una finestra identica per dimensioni a quella della sede di Rocca Salimbeni e manichini o volontari con corporature simili a quelle di Rossi per testare reazioni e dinamiche. Le simulazioni sono state condotte con il supporto tecnico del tenente colonnello Adolfo Gregori del Ris con la partecipazione dei vigili del fuoco e sotto la supervisione dei consulenti nominati dalla commissione.
Modalità delle prove
Le prove hanno previsto scenari in cui la vittima era spinta, trascinata o trattenuta prima di finire fuori dalla finestra. Alcune simulazioni hanno previsto che la persona finisse appesa al bordo esterno, trattenuta dagli aggressori in un presunto atto di intimidazione, e successivamente lasciata andare. In tutti i casi sono stati analizzati aspetti quali la posizione del corpo alla caduta, l’orientamento del volto e il movimento delle braccia per verificare la compatibilità con le immagini disponibili.
Valutazioni mediche e indizi di aggressione
I consulenti tecnici intervenuti nelle operazioni, tra cui il medico Robbi Manghi e l’ortopedico Marco Nigrisoli hanno prodotto prime osservazioni che orientano la ricostruzione verso un atto violento compiuto da più persone. Secondo questi primi rilievi, molte delle lesioni riscontrate su Rossi sono riconducibili a meccanismi traumatici riconducibili a aggressione esterna non spiegabili soltanto con l’impatto al suolo.
Tipologia delle lesioni e loro interpretazione
Tra gli elementi citati dai consulenti c’è la frattura del capitello radiale sinistro, che sarebbe compatibile con una leva applicata sull’arto superiore da parte di un terzo soggetto. Sono state inoltre evidenziate contusioni addominali, lesioni agli zigomi e segni di trascinamento sulle cosce: tutte lesioni che, secondo i medici, possono essere state inflitte da altri soggetti e rientrano in un quadro di trauma contusivo.
Manghi ha sottolineato che molte ferite non appaiono auto-inferite prima della precipitazione; inoltre le tracce di trascinamento e le impronte di mani costituiscono indizi di contatto fisico violento. Nigrisoli ha osservato che, alla luce della corporatura e della reattività della vittima, è «difficile» pensare che una sola persona sia stata in grado di sopraffarlo, rendendo verosimile la presenza di almeno due, se non tre, aggressori di stazza considerevole.
Conseguenze investigative e materiale audio
La commissione ha previsto di sentire i consulenti per acquisire relazioni dettagliate e riassunti tecnici; si stima che i risultati definitivi delle analisi richiederanno tempo per essere completati e trascritti in una relazione. In parallelo alle perizie, proseguono le audizioni destinate a ottenere nuove testimonianze o conferme utili alle indagini.



