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Minacce e scritte intimidatorie alla scuola di via Rugantino: solidarietà e indagini

Scritte minacciose sono comparse nei pressi della scuola Montinaro di via Rugantino nella notte tra il 28 e il 29 maggio, prendendo di mira rappresentanti istituzionali e la presidente del Comitato genitori; la comunità esprime solidarietà e la polizia ha ricevuto denuncia.

HERO · Roma

La tranquillità di un quartiere è stata turbata da scritte minacciose apparse nella notte tra il 28 e il 29 maggio sui muri esterni della scuola Montinaro in via Rugantino. Le frasi, rivolte al presidente del VII municipio Francesco Laddaga, all’assessore alle Politiche scolastiche Fabrizio Grant e alla presidente del Comitato genitori Paola Rizzo, hanno suscitato indignazione in famiglie, istituzioni e associazioni locali.

Da maggio dello scorso anno quella porzione di strada ospita una strada scolastica pensata per rendere più sicuro l’ingresso e l’uscita di quattro plessi presenti su via Rugantino; una misura che aveva già provocato proteste e scritte ingiuriose in passato, ma mai con attacchi diretti e minacce di morte come questa volta.

La dinamica dell’episodio e la reazione delle istituzioni

Secondo le prime ricostruzioni, ignoti hanno compiuto il gesto durante la notte, lasciando messaggi intimidatori che hanno spinto le vittime a presentare subito una denuncia alle forze dell’ordine. Il presidente Laddaga e l’assessore Grant hanno confermato di aver sporto denuncia alla polizia di stato e hanno ricordato come la chiusura del tratto stradale sia avvenuta dopo un percorso condiviso che ha contemplato assemblee pubbliche e incontri con la cittadinanza.

La posizione dei diretti interessati

Entrambi gli amministratori hanno sottolineato che, sebbene in passato fossero comparse scritte non indirizzate a persone specifiche, questa escalation è un fatto nuovo e inaccettabile. Hanno espresso rammarico per i bambini che hanno visto quelle parole, ribadendo al contempo che non si lasceranno intimidire. “Pensiamo sia un caso isolato, qualcuno che di notte non ha niente di meglio da fare”, hanno dichiarato, pur auspicando che vengano individuati i responsabili.

Impatto sulla comunità scolastica e sul territorio

La comparsa di minacce sui muri di una scuola scuote l’intero quartiere: genitori, insegnanti e associazioni hanno reagito con immediata condanna, trasformando lo stato d’animo di preoccupazione in una richiesta collettiva di tutela. La presenza di una strada scolastica riflette l’impegno per la sicurezza dei più piccoli, ma ha anche acceso un dibattito tra chi sostiene l’intervento per la protezione pedonale e chi contesta le limitazioni del traffico.

Effetti sulla serenità dei bambini

Per le famiglie la priorità resta la tutela dei ragazzi: vedere frasi minacciose affisse accanto ai cancelli di una scuola può generare ansia e senso di insicurezza. Le autorità locali e il Comitato genitori, guidato da Paola Rizzo, sono intervenuti per rassicurare e mantenere attiva la partecipazione della comunità scolastica nei processi decisionali che riguardano il territorio.

Solidarietà politica e appelli al rispetto

La vicenda ha raccolto numerosi messaggi di solidarietà: esponenti regionali e locali del Partito Democratico hanno condannato con fermezza le intimidazioni, richiamando al rispetto delle regole del confronto civile. In particolare, la consigliera regionale Marta Bonafoni ha definito il gesto “gravissimo e inaccettabile”, rinnovando vicinanza a Laddaga, Grant e Rizzo e auspicando che i responsabili vengano individuati celermente.

Dichiarazioni da altri municipi

Anche rappresentanti di altri territori hanno espresso sostegno, ricordando che la politica locale richiede confronto e critica, ma non può mai superare il limite del rispetto personale. Le reazioni puntano non solo a tutelare le persone colpite, ma a salvaguardare la qualità del dibattito pubblico e la sicurezza degli spazi scolastici.

Verso le indagini e le misure di prevenzione

Le forze dell’ordine hanno ricevuto la denuncia e stanno verificando immagini e testimonianze per cercare di risalire agli autori del gesto. Nel frattempo, l’amministrazione locale e il Comitato genitori stanno valutando interventi di monitoraggio e protezione per evitare il ripetersi di simili episodi e per restituire serenità alla comunità che gravita attorno alla scuola Montinaro.

La vicenda mette in evidenza come decisioni nate per migliorare la sicurezza possano scatenare tensioni, ma anche quanto sia importante una risposta ferma e condivisa: la condanna delle minacce è un punto di partenza per ricostruire fiducia e assicurare che le scuole rimangano spazi di crescita senza timore.

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