Il 17 giugno 2026 è emerso un testo che definisce in 14 punti un possibile percorso di de-escalation tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica dell’Iran. Presentato come “Islamabad Memorandum of Understanding between the United States of America and the Islamic Republic of Iran“, il documento delinea misure immediate e impegni per negoziare un accordo finale entro 60 giorni.
Il memorandum è stato illustrato in occasione del vertice del G7 e contiene disposizioni che toccano questioni militari, marittime, nucleari ed economiche, oltre alla gestione di fondi iraniani congelati. La firma ufficiale è programmata per venerdì 19 giugno in Svizzeracon la possibilità che partecipino i leader indicati dalle rispettive parti.
Impegni immediati su cessate il fuoco e presenza militare
Il primo punto stabilisce la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, con menzione esplicita del Libano. Le parti si impegnano a non avviare nuove operazioni militari e a rispettare l’integrità territoriale libanese. Collegato a questo, il memorandum impone la rimozione del blocco navale contro l’Iran: gli Stati Uniti dovranno iniziare la rimozione immediatamente e completarla entro 30 giorni.
Il testo prevede inoltre che le forze statunitensi lascino la prossimità dell’Iran entro 30 giorni dalla conclusione dell’accordo finale, mentre fino al negoziato finale vige un status quo che impedisce nuove sanzioni e nuovi dispiegamenti.
Misure sul traffico marittimo e ruolo dello Stretto di Hormuz
Un paragrafo è dedicato al passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz. Per 60 giorni l’Iran dovrà garantire il transito senza alcun pedaggio, con il traffico che dovrà riprendere in tempi compatibili con le operazioni tecniche e di sminamento necessarie. Parallelamente, il documento invita Teheran a dialogare con il Sultanato dell’Oman e altri Paesi del Golfo per la futura amministrazione dello stretto, in linea con il diritto internazionale e i diritti sovrani degli stati costieri.
Tempi di riapertura e rimozione degli ostacoli
Il memorandum fissa un orizzonte di ripristino del traffico commerciale entro 30 giorni dalla firma per i casi in cui siano necessari interventi tecnici o di bonifica. La misura intende rimuovere le barriere che hanno gravato sul commercio marittimo e ridurre le tensioni lungo una via strategica per le forniture energetiche globali.
Sanzioni, fondi congelati e pacchetto economico
Al centro del testo c’è il nesso tra il programma nucleare iraniano e l’alleggerimento delle sanzioni. Gli Stati Uniti si impegnano a porre fine a tutte le tipologie di sanzioni, inclusi riferimenti a risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e del Board of Governors dell’Aieasecondo un calendario che sarà definito nell’accordo finale. Contestualmente, è previsto lo sblocco dei fondi e degli asset iraniani congelati, con procedure da concordare e l’indicazione che tali risorse possano essere utilizzate per pagamenti stabiliti dalla Banca centrale iraniana.
Il memorandum contempla anche l’elaborazione, con partner regionali, di un piano per la ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran per un importo di almeno 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di implementazione dovrà essere definito nell’accordo finale entro 60 giorni, e gli Stati Uniti garantiranno le licenze e le deroghe necessarie per le transazioni correlate.
Deroghe per l’export energetico
Immediatamente dopo la firma è prevista l’emissione di deroghe per l’esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petroliferi e servizi collegati, comprese le transazioni bancarie, l’assicurazione e i trasporti, fino alla rimozione definitiva delle sanzioni.
Aspetti nucleari e meccanismi di verifica
Sul fronte del nucleare il documento ribadisce l’impegno dell’Iran a non acquisire armi nucleari e stabilisce la gestione delle scorte di uranio arricchito tramite un meccanismo che prevede almeno il downblending — ossia la diluizione del materiale per renderlo non idoneo a scopi militari — realizzato in loco sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). La questione dell’arricchimento futuro verrà affrontata nel negoziato finale, mantenendo un’area di discussione aperta ma vincolata a verifiche internazionali.
Per trasformare gli impegni politici in pratiche operative, il testo prevede la creazione di un meccanismo esecutivo di monitoraggio che verificherà l’attuazione del memorandum e il rispetto delle clausole dell’accordo definitivo. La fase negoziale successiva è condizionata all’avvio concreto delle misure previste sui punti chiave: cessate il fuoco, blocco navale, Stretto di Hormuz, petrolio e rilascio dei fondi congelati.
Infine, l’accordo finale dovrà essere confermato da una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unitepasso che conferirebbe al testo uno status giuridico internazionale.



