Oggi, 15 GIU, a Roma, la Camera dei Deputati ha ospitato una cerimonia per consegnare la Medaglia della Camera ai maestri scenografi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. Il riconoscimento vuole valorizzare un percorso artistico che affonda le radici nella grande tradizione di Cinecittà e che, grazie a un profilo internazionale, si è concretizzato in successi di portata mondiale.
La motivazione ufficiale sottolinea come il loro genio visivo abbia saputo coniugare l’alto artigianato del Made in Italy con le moderne tecnologie digitali, trasformando progetti immaginari in set tangibili e duraturi. La carriera di entrambi è segnata da tre premi Oscar e da sei statuine legate a tre capolavori citati nella motivazione: The AviatorSweeney Todd e Hugo Cabret.
Il riconoscimento alla Camera e il significato istituzionale
Il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Molliconeha donato personalmente la medaglia e ha definito Ferretti e Lo Schiavo come i principali custodi della tradizione visiva italiana. Nel suo intervento ha richiamato il valore del loro sodalizio artistico e di vita, che ha permesso di tradurre immaginari complessi e visionari in luoghi concreti capaci di emozionare. La cerimonia, tenuta all’interno della sede istituzionale, ha voluto porre l’accento sull’importanza della tutela del patrimonio creativo italiano e sul ruolo delle istituzioni nel riconoscere le eccellenze.
La motivazione e gli elementi valorizzati
Secondo la motivazione ufficiale, la medaglia celebra la capacità di fondere artigianalità e innovazione digitaleun tratto che ha reso internazionale il loro lavoro. Il testo che accompagna il premio mette in rilievo come la loro attività abbia dato «straordinario lustro alla Nazione» e abbia contribuito a «trasformare i sogni della settima arte in opere immortali». Queste parole riassumono il doppio binario della loro produzione: attenzione al dettaglio manuale e apertura alle tecnologie contemporanee.
Collaborazioni e tappe della carriera
La cerimonia ha anche ricordato alcune delle collaborazioni più significative che hanno segnato la carriera dei due scenografi. Nel corso della loro lunga attività hanno lavorato con registi come Pier Paolo PasoliniFederico FelliniMartin Scorsese e Tim Burton. Queste partnership hanno contribuito a costruire un immaginario riconoscibile, dove il progetto scenico diventa protagonista insieme alla narrazione cinematografica.
Ferretti, ricordando l’esperienza con Fellini in un’intervista all’Istituto Luceha sintetizzato quell’affinità creativa con una frase entrata nelle cronache: “c’era una gara a chi sognava di più”. La citazione restituisce l’idea di un laboratorio creativo in cui l’intensità visionaria veniva coltivata come valore condiviso e competitivo, nel senso più stimolante del termine.
Premi e riconoscimenti
Nel profilo pubblico dei due scenografi spiccano i tre Premi Oscar che hanno accompagnato la loro carriera; i sei riconoscimenti in totale – le sei statuine citate nella motivazione – non rappresentano solo il tributo a tre film memorabili, ma attestano un metodo produttivo, una scuola e un’identità riconoscibili nel panorama cinematografico mondiale. I titoli menzionati nella motivazione, tra cui The AviatorSweeney Todd e Hugo Cabretrimangono esempi concreti del loro approccio scenografico.
La consegna della medaglia si inserisce in un quadro più ampio di attenzione istituzionale verso le arti e la produzione culturale italiana, sottolineando come il lavoro dietro le quinte – quello degli scenografi, dei costumisti e degli artigiani del set – sia fondamentale per la fama internazionale del cinema italiano e per la conservazione di competenze tecniche e creative.
Il valore formativo e la continuità della tradizione
L’omaggio a Ferretti e Lo Schiavo non è apparso solo come un riconoscimento personale, ma anche come un richiamo al valore educativo della loro pratica: il loro percorso funge da modello per nuove leve di professionisti del set. La motivazione parla esplicitamente di un «sigillo su un metodo, su una scuola, su un’identità», indicando come la loro opera sia parte di una filiera di conoscenze che include artigianato, progettazione e innovazione tecnologica.
Questa prospettiva implica un invito implicito a preservare spazi produttivi come Cinecittàdove l’incontro tra maestranze e idee è da sempre terreno fertile per la creazione cinematografica. Il riconoscimento ricevuto alla Camera dei Deputati sottolinea la centralità delle istituzioni nel sostenere e valorizzare questi ecosistemi creativi.


