Il mondo dell’archeologia è in lutto per la scomparsa di Lorenzo Quilici, professore ordinario di Topografia antica all’Università di Bologna, avvenuta il 13 agosto 2026 all’età di 88 anni. Un uomo che ha dedicato la sua vita allo studio e alla tutela del paesaggio archeologico italiano, lasciando un’impronta indelebile nella disciplina.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha espresso il suo cordoglio con queste parole: “Apprendo con profondo dispiacere della scomparsa dell’insigne archeologo e maestro della topografia antica”. Un riconoscimento che sottolinea l’importanza del contributo di Quilici alla nostra comprensione del territorio antico.
Un impegno per la tutela del patrimonio archeologico
Lorenzo Quilici non è stato solo un accademico, ma anche un attivista per la tutela del patrimonio archeologico. Negli anni ’70, è stato storico vicepresidente di Italia Nostra Roma un’associazione che si occupa della protezione del paesaggio, dell’archeologia e dell’architettura dei territori. Oreste Rutigliano, attuale presidente della sezione romana, lo ricorda con affetto: “Lo ricordo bene nei direttivi dialogare amabilmente con Antonio Cederna anch’egli archeologo”.
Quilici ha sempre sostenuto che lo scavo archeologico e i monumenti emergenti nel territorio dovevano dialogare con la modernità, mantenendo una posizione di assoluta superiorità. Questo principio ha guidato il suo impegno nella tutela di siti come l’Appia Antica i parchi regionali urbani di Veio e Aguzzano, e altri luoghi di grande valore storico.
Contributi significativi alla ricerca archeologica
Il lavoro di Quilici ha avuto un impatto significativo su vari siti archeologici. Ha studiato e documentato a lungo il Parco degli Acquedotti pubblicando opere fondamentali come “La Campagna Romana come suburbio di Roma antica” nel 1974 e “La Via Latina da Roma a Castel Savelli” nel 1978. Questi lavori sono ancora oggi punti di riferimento per la conoscenza di questi territori.
Il parco archeologico del Colosseo ha espresso il suo cordoglio, sottolineando come Quilici abbia contribuito in modo significativo alla ricerca territoriale e alla costruzione della documentazione archeologica. Le sue indagini, condotte insieme a Stefania Quilici Gigli, hanno interessato diversi territori dell’Italia antica, dal Lazio alla Campania e all’Italia meridionale.
L’eredità di Lorenzo Quilici
L’eredità di Lorenzo Quilici è vasta e variegata. Ha fondato e diretto l’Atlante tematico di Topografia antica una collana divenuta un punto di riferimento per gli studi sulla forma delle città e dei territori dell’Italia antica. Nel 2026, è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella.
La sua attività scientifica si è sviluppata attraverso lo studio diretto dei territori, le ricognizioni, il rilievo e l’indagine archeologica. La sua capacità di leggere il territorio come documento storico è uno dei tratti più importanti della sua eredità scientifica. Il suo lavoro ha contribuito a restituire all’archeologia la dimensione del territorio, delle relazioni e delle trasformazioni che lo hanno prodotto.
Lorenzo Quilici lascia un vuoto incolmabile nel mondo dell’archeologia, ma il suo lascito continuerà a ispirare generazioni di studiosi e appassionati. Il suo impegno per la tutela del patrimonio archeologico e la sua dedizione alla ricerca rimangono un esempio per tutti noi.



