Questa mattina, nella prima parte della giornata, le forze dell’ordine hanno messo in atto un’ampia operazione che ha interessato diversi comuni della provincia di Roma. L’intervento è stato condotto dalla Compagnia di Palestrina, dal Nucleo investigativo del gruppo carabinieri di Frascati e dalla Compagnia carabinieri di Frascati, su indicazione della Procura della Repubblica di Tivoli.
L’azione ha avuto luogo in numerosi territori: Palestrina, San Cesareo, Zagarolo, Poli, Cave, Gallicano nel Lazio, Colonna e altri comuni limitrofi. Sono state effettuate perquisizioni personali, domiciliari e informatiche, senza tralasciare le indagini su possibili collaboratori ancora non identificati.
Le misure cautelari e gli arresti effettuati
Nel corso dell’operazione sono state eseguite sette misure cautelari. Cinque persone sono state arrestate e trasferite in carcere, una è stata posta agli arresti domiciliari e un’ulteriore soggetta è stata costretta a osservare l’obbligo di dimora nel proprio comune di residenza. L’ordine è stato emesso dal GIP del Tribunale di Tivoli, su richiesta della Procura.
In totale, sei persone sono state private della libertà personale, mentre quattordici soggetti risultano ora sotto indagine per la loro presunta partecipazione a una rete criminale complessa.
Rete di spaccio di cocaina e crack
Al centro dell’indagine emerge una struttura dedicata allo spaccio di cocaina e crack. Le attività si svolgevano sia tramite consegne a domicilio su ordine, sia grazie a una base operativa fissa dove le dosi venivano preparate, confezionate e distribuite. Gli inquirenti hanno stimato che il volume medio di droga movimentata raggiungeva i 150 grammi al giorno con un raggio d’azione su Palestrina, Cave, Zagarolo e Poli.
Le indagini hanno permesso di tracciare i flussi di denaro e di individuare i principali responsabili della logistica, nonché i canali di pagamento impiegati per le transazioni illecite.
Violenza, estorsioni e tentato omicidio
Il panorama criminale includeva gravissimi episodi di estorsioni e violenza. Giovani venivano costretti a consegnare contanti, carte di pagamento e altri beni, minacciati di ritorsioni se non ottemperavano alle richieste dei trafficanti. Un episodio particolarmente grave è stato l’agguato armato avvenuto a Poli, durante il quale è stato sferrato un colpo di arma da fuoco che ha provocato gravi ferite agli arti inferiori di una delle vittime.
Questo scontro è stato attribuito a una lotta per il controllo delle zone di spaccio, e le autorità lo hanno riclassificato come tentato omicidio. Altre fattispecie emergenti includono sequestro di persona, lesioni aggravate e il possesso illecito di armi ed esplosivi.
Ritorsioni contro una famiglia e uso di ordigni artigianali
Le indagini hanno poi rivelato una serie di intimidazioni rivolte a un intero nucleo familiare. Secondo le accuse, gli autori avrebbero agito su impulso di un soggetto già soggetto al divieto di avvicinamento nei confronti del padre della sua ex moglie. Le azioni di ritorsione comprendevano minacce costanti, tentativi di incendio e la collocazione di ordigni artigianali di elevata capacità offensiva nei pressi dell’abitazione delle vittime.
Questi atti erano finalizzati a generare uno stato di paura permanente, mettendo in pericolo la sicurezza dei membri della famiglia e dimostrando la pericolosità della rete criminale anche al di fuori del mercato della droga.
Con la conclusione dell’operazione, le forze dell’ordine hanno dichiarato di aver smantellato una delle più pericolose organizzazioni criminali attive nella zona sud della provincia di Roma, ma hanno avvertito che la lotta al traffico di stupefacenti e alle sue ramificazioni violentistiche resta una priorità assoluta.



