Sono oltre 30 colpi nelle ultime tre settimane a segnare il clima di tensione tra il Portuense e i quartieri vicini. I residenti hanno coniato un nome per descrivere la sequenza di episodi: la mattanza delle auto, una definizione che racchiude non solo il danno economico ma anche la perdita di serenità nel lasciare i veicoli in strada o nei box. Vetri rotti, portiere forzate, pneumatici e parti di carrozzeria portate via: la narrazione quotidiana è fatta di sorprese amare al ritorno a casa.
Le modalità dei colpi variano, ma il risultato è lo stesso: auto svuotate o smembrate per essere vendute e riciclate. Gli episodi avvengono sia di giorno sia di notte, spesso in modo fulmineo. Alcuni cittadini parlano anche di azioni su commissione, mentre altri segnalano conoscenze dirette dei presunti autori. La diffusione del fenomeno alimenta una sensazione di insicurezza diffusa che esula dal mero danno materiale, toccando la libertà di spostamento e la fiducia nelle istituzioni locali.
Dove colpiscono e come agiscono
Le aree più colpite comprendono Portuense, Marconi, Vigna Pia, Magliana e Colle del Sole, con episodi segnalati anche in vie specifiche come via Nicola Pellati e Lungotevere di Pietra Papa. In una nottata recente, a via Nicola Pellati sono stati sottratti paraurti, mascherina e fari; poco dopo, in Lungotevere di Pietra Papa, una vettura è stata privata di una portiera. Questi atti dimostrano una capacità operativa rapida e mirata, con ladri che sanno cosa cercare e come agire senza attirare troppo l’attenzione.
Modus operandi
Secondo le segnalazioni, i malviventi lavorano in tempi ridottissimi, individuano componenti facilmente rivendibili e agiscono sia su auto in strada sia su mezzi in box. Un residente di via Blaserna, Alessandro, racconta che i ladri «ormai entrano anche nei box», suggerendo una progressiva escalation. La presenza di gruppi che si muovono in auto — «tre persone a bordo di una Ford», secondo alcune testimonianze — fa pensare a operazioni coordinate più che a gesti sporadici.
Zone e obiettivi
Le vetture lasciate in sosta nelle strade con scarsa videosorveglianza o in aree meno illuminate sono i target preferiti. I colpi non risparmiano nemmeno le zone residenziali consolidate: via Francesco Maurolico è citata da una storica abitante, Giovanna, che racconta il progressivo scoraggiamento nel segnalare ogni episodio. Il risultato è un effetto moltiplicatore: più aumentano i furti, meno persone denunciano e più cresce la sensazione di impunità.
Impatto sulla comunità e reazioni locali
La dimensione psicologica del fenomeno è centrale: i cittadini parlano di privazione della libertà e di una convivenza quotidiana segnata dall’ansia. Marco Palma (FdI), vicepresidente del Consiglio del Municipio IX, ha portato in evidenza il malumore generale denunciando anche un episodio personale: la sua auto, parcheggiata in via Portuense e lasciata per meno di tre minuti, è stata aperta e gli è stato rubato un pc. La testimonianza mette in luce come i colpi possano avvenire in pieno giorno e in tempi estremamente rapidi.
Rassegnazione e vigilanza informale
Molti cittadini, scoraggiati dalla percezione di scarsa efficacia delle denunce, preferiscono non rivolgersi più alle forze dell’ordine. Questa rassegnazione convive con reazioni opposte: gruppi di abitanti organizzano le cosiddette passeggiate della sicurezza per controllare le aree e sorvegliare i mezzi, mentre altri si rivolgono a forme di giustizia fai da te. Le associazioni di quartiere e i singoli cittadini sottolineano però i rischi di un incremento della tensione e della possibile escalation di violenza.
Cosa chiedono i residenti e quali risposte urgono
I residenti sollecitano misure concrete: maggiore presenza delle forze dell’ordine, più attenzione nella gestione delle denunce e potenziamento della videosorveglianza nelle strade e nei punti critici. Il vicepresidente Palma chiede una «rinnovata sensibilità» da parte delle autorità nel ricevere e seguire le segnalazioni. Per la comunità non si tratta solo di recuperare beni materiali, ma di ripristinare un senso di sicurezza che consenta di tornare a vivere gli Spazi pubblici senza timore.
Possibili interventi
Oltre all’intensificazione dei controlli, i cittadini propongono campagne di prevenzione, reti di vicinato organizzate e investimenti su illuminazione pubblica e telecamere. Interventi mirati, combinati con una migliore comunicazione tra popolazione e istituzioni, potrebbero ridurre la percezione di abbandono. Nel frattempo, la comunità resta sulle spine: la speranza è che misure concrete e una risposta coordinata riportino fiducia e normalità nelle strade colpite.



