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Due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate a Formia dopo quattordici giorni di ricerche

Due sorelle di 16 e 12 anni scomparse la notte tra il 6 e il 7 giugno da una casa famiglia di Civitella Alfedena sono state trovate il 22 giugno 2026 in un'abitazione a Rio Fresco, Formia. Le autorità hanno avviato accertamenti per chiarire le responsabilità e la procura coordina le indagini.

Due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate a Formia dopo quattordici giorni di ricerche

Due sorelle, di 16 e 12 anni, scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena sono state ritrovate la sera del 22 giugno 2026 in un appartamento nella zona di Rio Fresco a Formia in provincia di Latina. Dopo quattordici giorni di ricerche, le minorenni sono state recuperate dai carabinieri del comando provinciale dell’Aquila con il supporto del Ros e dei militari del comando provinciale di Latina.

Le due ragazze sono state trovate in buone condizioni di salute e al momento si trovano sotto la tutela del sindaco di Minturno che ha provveduto ad una sistemazione temporanea in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. L’operazione si è svolta con il coordinamento del procuratore capo della Repubblica di SulmonaLuciano D’Angelo e con il coinvolgimento della Procura di Cassino.

Percorso delle indagini e movimenti tra Abruzzo e Lazio

Le ricerche hanno interessato inizialmente l’area del lago di Barrea e i territori dell’Alto Sangro con sopralluoghi, verifiche delle telecamere e audizioni di persone informate sui fatti. Gli investigatori hanno inoltre analizzato contatti telefonici e possibili collegamenti geografici tra l’Abruzzo e il Lazio. Nel corso delle indagini sono state ascoltate persone vicine alle ragazze, tra cui il fidanzato della 16enne.

Coordinamento giudiziario e perquisizioni

La Procura di Cassino aveva disposto perquisizioni nel basso Lazio nel corso della settimana precedente il ritrovamento; parallelamente la Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minore. Le attività investigative sono state integrate da verifiche tecniche e attività sul territorio che hanno portato, nella serata del 22 giugno, al luogo dove le ragazze erano state ospitate.

Luogo del ritrovamento e persone coinvolte

Secondo gli accertamenti iniziali le sorelle si trovavano nell’abitazione di una donna indicata come la persona che le aveva ospitate: l’associazione che ha seguito il caso ha identificato la donna come Francesca, coniugata con Carlo, parente acquisita della madre. Le autorità stanno svolgendo gli accertamenti del caso per chiarire le modalità dell’allontanamento e verificare eventuali responsabilità penali.

Il padre, Stefano Di Giacinto ha dichiarato pubblicamente: “È la fine di un incubo, ma non siamo ancora arrivati alla fine. L’unico pensiero va a loro, che stiano bene“. Ha aggiunto di aver visto le figlie solo da lontano per permettere loro di recuperare: “devo dargli il tempo necessario per fargli recuperare la propria psiche“. Riguardo alla donna che le ha ospitate, il padre ha affermato: “La donna che le ha ospitate non è una zia, bensì una persona che non conoscono: lo ha detto anche lei“.

Il ritrovamento ha provocato forti reazioni emotive: il padre ha avuto un malore al momento della notizia ed è stato accompagnato in ospedale. Alcuni elementi raccolti indicano che le ragazze erano state tenute separate dalla quotidianità per l’intero periodo; il genitore ha parlato di condizioni che per lui sono state “una vera tortura” e ha aggiunto: “Non potevo accusare nessuno e continuerò a non farlo, dato che ci penseranno le istituzioni“.

Provvedimenti e personale coinvolto

All’alba del 22 giugno sono state eseguite misure cautelari nei confronti di alcuni familiari legati alla vicenda; le indagini restano aperte per ricostruire nel dettaglio i ruoli e le responsabilità. Il procuratore capo di SulmonaLuciano D’Angelo e il procuratore di CassinoCarlo Fucci hanno seguito personalmente le fasi più recenti dell’attività investigativa.

L’associazione Penelope Abruzzo ha espresso sollievo per il ritrovamento e ha sottolineato la necessità di garantire alle ragazze tutela, ascolto e supporto psicologico adeguato: “il ritorno non rappresenta soltanto la fine di una ricerca, ma l’inizio di un percorso che richiede ascolto, rispetto e vicinanza“.

Le autorità hanno infine confermato che le indagini proseguiranno per chiarire le circostanze dell’allontanamento e per tutelare le minori coinvolte. Il quadro processuale verrà aggiornato con le risultanze degli accertamenti tecnici e con le audizioni che saranno disposte dall’autorità giudiziaria.

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