Il 5 luglio 2026 Tor Vergata è diventata il teatro di un evento senza precedenti per la musica live in Italia: il concerto di Ultimo ha registrato 250mila spettatori paganti, trasformando l’area universitaria in un grande hub di servizi, sicurezza e intrattenimento. L’iniziativa non è stata solo un successo artistico, ma anche una verifica pratica del cosiddetto Metodo Roma nato dall’esperienza organizzativa del Giubileo e ora applicato a un contesto culturale e commerciale.
La gestione dell’evento è stata il risultato di una collaborazione tra istituzioni e privati: Roma Capitale l’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l’organizzazione Vivo Concerti hanno coordinato risorse, piani di sicurezza e servizi per il pubblico. A livello operativo sono confluiti impegni di Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, volontari della Protezione Civile e Ares 118.
Numeri concreti: occupazione, indotto e flussi
Il concerto ha attivato una macchina produttiva su larga scala: secondo i dati resi noti, hanno lavorato oltre 3.500 persone per l’organizzazione diretta dell’evento, mentre l’indotto economico complessivo è stato stimato in circa 90 milioni per la città di Roma. Una quota significativa del pubblico, il 62,5% dei paganti, è arrivata da fuori città, con riflessi diretti sul settore dell’accoglienza.
Dal punto di vista delle entrate collegate al turismo urbano, è stato segnalato un introito stimato nella tassa di soggiorno di almeno 2 milioni di euro mentre ai proprietari privati che hanno offerto aree di parcheggio è andato circa un milione di euro. Il risultato, oltre agli aspetti economici immediati, è stato descritto dalle istituzioni come un importante precedente per future manifestazioni di grande richiamo.
Logistica e trasporti: la notte in metro
Tra le misure operative più visibili c’è stata l’apertura prolungata della metropolitana, una scelta che ha inciso sui costi e sull’organizzazione: la gestione notturna è stata coperta dagli organizzatori come parte dei servizi aggiuntivi messi in campo. Il piano di mobilità ha dovuto coordinare flussi provenienti non solo dalla città ma da tutta Italia, richiedendo una regia condivisa tra amministrazione, forze dell’ordine e operatori privati.
Regia istituzionale e dichiarazioni pubbliche
Il sindaco Roberto Gualtieri ha commentato l’evento durante la conferenza stampa di presentazione, definendolo «Una festa di musica e partecipazione collettiva» e ringraziando l’artista: «Siamo veramente contenti e un po’ emozionati per questa serata», ha aggiunto, riconoscendo il valore rappresentativo dell’afflusso di pubblico proveniente da molteplici territori.
Alla conferenza hanno partecipato anche il prefetto Lamberto Giannini il rettore Nathan Levialdi Ghiron e l’amministratore delegato di Vivo ConcertiClemente Zard segnando la natura multilivello del coordinamento. L’assessore ai Grandi Eventi, Alessandro Onorato ha sintetizzato la preparazione con la frase «Dietro questa serata c’è un anno di lavoro», sottolineando che l’operazione non era scontata e che ha richiesto investimenti organizzativi e logistici prolungati.
Onorato ha inoltre sottolineato la specificità dell’appuntamento: se l’area era già stata teatro di grandi eventi in passato, questa iniziativa unisce la dimensione culturale della musica con quella commerciale, ponendo un precedente per altri spettacoli di grande portata.
Coinvolgimento delle istituzioni e ruolo dell’università
L’Università degli Studi di Roma Tor Vergata ha offerto spazi e un quadro infrastrutturale che derivano anche dagli investimenti realizzati in occasione del Giubileo, verificando così la sostenibilità di quegli interventi sul lungo periodo. Le azioni coordinate con le forze dell’ordine e i vigili del fuoco hanno avuto come obiettivo primario la tutela della salute e della sicurezza dei partecipanti, con procedure pensate per gestire grandi concentrazioni di persone.
La gestione sanitaria è stata parte integrante del piano: la presenza di Ares 118 e l’integrazione con i volontari della Protezione Civile hanno garantito una copertura delle emergenze mediche e la capacità di risposta a criticità connesse a folle molto numerose.
Questa esperienza è stata presentata dall’amministrazione come un tassello nel percorso che punta a consolidare a Roma un modello operativo ripetibile per eventi straordinari, capace di coniugare sicurezza, mobilità e ricadute economiche. Per l’artista, l’amministrazione ha parlato di «una grande festa» e «un appuntamento di cui Ultimo sarà legittimamente orgoglioso», ribadendo il valore simbolico dell’evento per la città.



