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Caldo record in Italia: i settori più colpiti e le misure di emergenza

L'ondata di caldo estremo che sta colpendo l'Italia sta mettendo a rischio la salute di 1,5 milioni di lavoratori. Scopri quali sono le categorie più esposte e le misure adottate per contrastare l'emergenza.

Caldo record in Italia: i settori più colpiti e le misure di emergenza

L’Italia sta vivendo un’ondata di caldo anomala che sta mettendo a dura prova la salute di milioni di persone. Secondo un’analisi condotta da Greenpeace Italia e Cgil, nei prossimi tre giorni, la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente, mettendo a rischio la salute di 1,5 milioni di lavoratori.

L’analisi è stata realizzata combinando le previsioni di rischio caldo del progetto Worklimate di Cnr e Inail con i dati Istat sull’occupazione. Le temperature elevate stanno colpendo non solo l’Italia, ma gran parte dell’Europa, creando una situazione di emergenza senza precedenti.

I settori più colpiti dal caldo estremo

I settori con il maggior numero di persone esposte al rischio caldo sono l’edilizia (603 mila lavoratori), i trasporti merci su strada il magazzinaggio i servizi di consegna e i rider (537 mila), e la manutenzione del verde e i servizi per edifici (292 mila).

Le città metropolitane dei capoluoghi di Regione con il maggior numero di lavoratori potenzialmente a rischio sono Roma (427 mila lavoratori, 25% del totale dei lavoratori della città metropolitana), Milano (347 mila, 14%) e Napoli (133 mila, 19%).

Le temperature superficiali allarmanti

Durante l’ondata di calore in corso, Greenpeace e Cgil hanno condotto un’attività di monitoraggio in alcuni luoghi di lavoro della capitale con una termocamera a infrarossi. Sono state riscontrate temperature superficiali molto alte, nella zona della Stazione Termini di Roma, luogo molto frequentato dai rider, con picchi superiori agli 80°C.

In due cantieri, uno nei pressi di Piazza Bologna e l’altro dell’Università La Sapienza, i lavoratori operavano nelle ore centrali della giornata, e in entrambi i casi le temperature superficiali erano molto elevate, con picchi che oscillavano fra i 60°C e i 100°C.

Le misure di emergenza adottate

Per contrastare gli effetti delle alte temperature, il Parco archeologico del Colosseo ha potenziato le misure di prevenzione attraverso l’installazione di dispositivi di nebulizzazione nelle aree a maggiore afflusso. Inoltre, è operativo un servizio di presidio sanitario fisso, con medico e infermiere, all’interno dell’area archeologica.

Il presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini ha disposto la sospensione delle udienze fino al 29 giugno per l’emergenza caldo. «Si è determinata una grave situazione di disagio per magistrati, personale amministrativo, avvocati, ausiliari, utenti e detenuti che partecipano alle udienze penali e che operano nel palazzo di giustizia», ha scritto il presidente.

Le dichiarazioni delle istituzioni

Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia, ha dichiarato: «Il caldo estremo non è più un evento eccezionale, ma una conseguenza strutturale della crisi climatica che sta già cambiando il modo in cui viviamo e lavoriamo. Proteggere lavoratori e lavoratrici richiede misure immediate di prevenzione e adattamento, ma anche una rapida uscita dai combustibili fossili».

Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil, ha aggiunto: «L’aumento di infortuni e morti nelle giornate caratterizzate da temperature elevate conferma che il caldo rappresenta un rilevante fattore di rischio. Le ordinanze regionali, provvedimenti importanti seppur in alcuni casi non completi, hanno colmato l’inerzia del governo dopo l’Accordo quadro del 2026».

Marco Morabito, ricercatore del CNR-IBE e responsabile scientifico del progetto Worklimate, ha commentato: «Nei prossimi dieci anni il lavoro estivo in Italia subirà trasformazioni sempre più rilevanti. Il progressivo aumento dell’esposizione dei lavoratori al caldo non rappresenta più un fenomeno episodico, ma una condizione ormai strutturale».

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