L’estate del 2026 sta mettendo a dura prova Roma, con temperature che superano costantemente i 35 gradi. La città, però, non si arrende e trova soluzioni creative per affrontare l’afa, tra iniziative culturali e stratagemmi antichi che tornano utili.
Mentre i cittadini cercano riparo dal sole cocente, anche la fauna urbana si adatta. Un cinghiale, vicino agli studi Rai di Saxa Rubra, è stato avvistato mentre si sdraiava sotto un nasone per rinfrescarsi con l’acqua che scendeva dal bocchettone. Un episodio che simboleggia la ricerca disperata di refrigerio in questi giorni di caldo intenso.
Il grande freddo: cinema e biblioteche contro l’afa
Per offrire ai cittadini un rifugio dalle alte temperature, il Comune di Roma ha lanciato l’iniziativa Il grande freddo che dal 23 luglio al 4 agosto apre gratuitamente undici cinema e biblioteche come rifugi climatici. Le sale cinematografiche, distribuite in vari municipi, offrono due proiezioni gratuite al giorno nelle fasce orarie più calde, con ingresso libero fino a esaurimento posti. Tra i film in programma, spicca C’è ancora domani di Paola Cortellesi.
Le biblioteche comunali, come Enzo Tortora e Nelson Mandela, restano aperte con distribuzione gratuita di acqua potabile. Anche il Teatro Argentina e l’Auditorium del Palaexpo prolungano l’apertura, offrendo spazi climatizzati per lettura e mostre. Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato come la cultura possa essere un alleato contro il caldo, creando una rete di spazi pubblici accessibili a tutti.
Lezioni dal passato: come i Romani affrontavano il caldo
Mentre la città si adatta con iniziative moderne, è interessante guardare al passato per scoprire come gli antichi Romani affrontavano l’afa. Senza condizionatori o ventilatori, utilizzavano strategie basate su architetturaacqua e tessuti per rendere sopportabili le giornate più roventi.
Gli edifici erano progettati per sfruttare al meglio l’ombra e la brezza, con cortili interni e colonne che creavano correnti d’aria. L’acqua giocava un ruolo centrale, con fontane e canali che rinfrescavano l’ambiente. Anche la scelta dei tessuti era fondamentale: abiti leggeri e traspiranti aiutavano a combattere il caldo.
Queste soluzioni, pensate e studiate secoli fa, dimostrano come alcune verità sul rapporto tra uomo e clima non siano cambiate. Oggi, mentre cerchiamo riparo dal sole, possiamo ancora imparare molto dagli antichi Romani.



