La Giunta regionale del Lazio ha dato via libera, in data 27 maggio 2026, a un nuovo pacchetto di sostegno denominato Fresco Lazio. L’iniziativa mette a disposizione 1,5 milioni di euro per favorire l’utilizzo di latte fresco vaccino prodotto nella regione, con l’intento di rafforzare i legami tra produzione agricola, trasformazione e punti di somministrazione.
Il provvedimento si pone come risposta alle difficoltà del comparto lattiero-caseario, segnato da costi di produzione crescenti e mercati incerti. La misura mira a promuovere la filiera corta e a garantire un vantaggio economico diretto agli operatori che scelgono materie prime locali, sostenendo così l’occupazione e la qualità del Made in Lazio.
Meccanica del bando
Il sostegno è erogato tramite contributi a carattere pratico e misurabile: per ogni litro di latte fresco vaccino acquistato e lavorato o somministrato all’interno del territorio regionale il beneficiario riceverà 0,75 euro. Si tratta di un aiuto concepito come contributo a fondo perduto, finalizzato a calmierare i costi e incentivare scelte di approvvigionamento locale.
Benefici e massimali
Il tetto massimo previsto per ciascuna impresa è pari a 5.000 euro, somma oltre la quale non sono previsti ulteriori rimborsi. Il bando opererà con la formula del bando a sportello, cioè le domande saranno valutate in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili: chi presenta prima la richiesta potrà vedersi riconosciuto il contributo fino all’esaurimento del fondo.
Chi può partecipare
La platea dei potenziali beneficiari è ampia e comprende operatori dell’intera filiera della somministrazione e della trasformazione. Possono accedere al bando ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie, alberghi, agriturismi, mense, imprese di catering e le aziende impegnate nella trasformazione alimentare che operano nel territorio regionale. L’obiettivo è favorire sia le attività commerciali che gli stabilimenti di trasformazione, creando sbocchi certi per il produttore locale.
Requisiti documentali
Per ottenere il rimborso sarà necessario dimostrare, tramite fatture e documentazione contabile, l’effettivo acquisto e l’impiego del latte fresco vaccino originario del Lazio. La procedura richiederà quindi una tracciabilità delle forniture e delle quantità lavorate o somministrate, così da permettere il calcolo del contributo basato sui litri certificati.
Motivazioni e ricadute previste
Secondo l’assessore al Bilancio, alla Programmazione economica, all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare, Giancarlo Righini, l’intervento vuole essere un sostegno concreto alle imprese locali e alla filiera zootecnica che rappresenta un elemento identitario della regione. L’amministrazione punta a contrastare le pressioni sui prezzi alla stalla e a stabilire una relazione più stretta tra produttori e utilizzatori finali, favorendo così la sostenibilità economica delle aziende agricole.
Il valore atteso dell’operazione non è solo economico: sostenere l’uso di materie prime locali contribuisce anche a rafforzare la qualità dell’offerta gastronomica, a mantenere posti di lavoro nelle aree rurali e a comunicare al consumatore un legame più chiaro con il territorio. In prospettiva, la misura intende valorizzare il Made in Lazio e incentivare pratiche di acquisto responsabile lungo tutta la filiera.
Tempistiche e procedure operative
I dettagli operativi, compresi i termini per la presentazione delle domande e le modalità di accesso alla piattaforma digitale, saranno ufficializzati con la pubblicazione del testo del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione. Gli interessati dovranno seguire la pubblicazione per conoscere le scadenze precise e la documentazione richiesta, tenendo conto della natura a sportello dell’iniziativa.
In conclusione, Fresco Lazio si propone come uno strumento mirato per stimolare la domanda di latte fresco vaccino locale e per offrire un sollievo economico alle imprese della ristorazione e della trasformazione, favorendo al contempo la competitività delle aziende agricole del Lazio.



