Negli ultimi anni una parte significativa del mondo civico che ha sostenuto l’amministrazione di Roberto Gualtieri ha deciso di rendere pubblica la propria critica alle politiche urbane della Capitale. Associazioni, accademici e rappresentanti municipalI hanno sottoscritto un appello che chiede esplicitamente un cambio di rotta nelle politiche urbanistiche e una riflessione seria sul modello di sviluppo seguito dall’amministrazione. Il documento non arriva dalle opposizioni, ma da soggetti che spesso hanno collaborato con la giunta e che ora mettono in evidenza problemi concreti legati a trasformazioni edilizie e scelte economiche.
Le firme raccolte comprendono nomi del mondo dell’urbanistica, sindacati della casa, attivisti e qualche esponente politico che appartiene formalmente alla coalizione di centrosinistra. I promotori rivolgono l’attenzione sui rischi sociali e ambientali connessi a una pianificazione orientata prevalentemente all’attrazione di capitali privati e al turismo, denunciando effetti concreti già visibili in diversi quartieri di Roma.
Chi ha sottoscritto l’appello e il profilo del fronte civico
Tra i promotori compaiono figure del settore accademico e dell’attivismo urbano insieme a rappresentanti di organizzazioni per il diritto alla casa. Tra questi figurano professori di urbanistica, responsabili di associazioni cittadine e dirigenti di sindacati degli inquilini. Anche alcuni consiglieri municipali e assessori, appartenenti a forze alleate al sindaco, hanno apposto la loro firma, segnalando una frattura interna al campo che sostiene l’attuale amministrazione. La presenza di firme istituzionali testimonia che la protesta non è solo ideologica ma muove da preoccupazioni concrete su scelte di governo e metodo decisionale.
Esempi di aderenti e competenze coinvolte
Il cartello di firmatari include dirigenti di realtà territoriali, ricercatori attivi sui temi della casa e dell’urbanistica, e rappresentanti sindacali che seguono vertenze abitative. Questa mescolanza di profili porta al centro del dibattito sia aspetti tecnici — come criteri di rigenerazione e valutazione dell’impatto immobiliare — sia questioni sociali relative all’accesso alla casa e alla partecipazione politica locale. La pluralità dei promotori rafforza la portata del messaggio: non si tratta di un singolo caso isolato, ma di un insieme di criticità osservate in più progetti.
Critiche alle trasformazioni urbane e progetti-simbolo citati nell’appello
I firmatari accusano l’amministrazione di dare priorità all’attrattività per investitori privati, con il rischio di replicare modelli già criticati in altre città. Nel testo vengono citate diverse vertenze concrete: la riqualificazione degli ex Mercati Generali, il progetto sull’ex sede Ama alla Montagnola, l’area di Bastogi e il cosiddetto «dente cariato» di via Giolitti. Questi casi vengono letti come esempi di una tendenza più ampia verso rigenerazioni orientate al profitto piuttosto che al bisogno abitativo dei residenti.
Studentati privati, affitti brevi e acquisti da fondi
Un capitolo importante dell’appello riguarda la proliferazione di studentati privati — venticinque progetti in costruzione, secondo i promotori — e la diffusione degli affitti brevi e dei nuovi alberghi di lusso in centro storico. Questi fenomeni, uniti all’acquisto di interi edifici da parte di grandi fondi immobiliari, sono indicati come fattori che spingono verso una sostituzione sociale famiglie storiche costrette ad abbandonare i quartieri dove vivono da decenni a causa dell’aumento dei costi e della pressione turistica.
Legame tra urbanistica, crisi climatica e accessibilità abitativa
Nell’appello viene anche sottolineata la relazione tra scelte urbanistiche e vulnerabilità ambientale: consumare ulteriormente suolo e aumentare la densità edilizia può aggravare gli effetti del riscaldamento e delle ondate di calore. I promotori ricordano che la temperatura percepita e la qualità dell’abitare dipendono dalla quantità di verde, dalla qualità edilizia e dall’accesso ai servizi. In quest’ottica la pianificazione deve tenere conto anche di criteri di equità territoriale e adattamento climatico.
Pur esprimendo critiche nette, l’appello non respinge tout court l’operato dell’amministrazione: i firmatari riconoscono alcune misure positive adottate negli anni, come interventi per la residenza e l’acquisizione di alloggi pubblici. Tuttavia chiedono più trasparenza, maggiore partecipazione e un metodo decisionale che coinvolga effettivamente cittadini, comitati e associazioni prima dell’approvazione di trasformazioni significative del tessuto urbano.



