Il fiume che attraversa Roma è stato ripensato come una dorsale verde capace di ricucire quartieri, ospitare biodiversità e offrire nuovi spazi di socialità. Tra maggio e giugno 2026 sono stati aperti al pubblico cinque parchi d’affaccio fluviali, frutto di interventi di bonifica, piantumazione e riqualificazione finanziati con fondi giubilari.
Il progetto mira a trasformare il tratto urbano del Tevere in un parco fluviale lineare continuo, accessibile a pedoni, ciclisti e a chi cerca un collegamento via acqua. I nuovi spazi combinano valenze naturalistiche, archeologiche e sportive, restituendo agli argini una funzione integrata nella vita cittadina.
Parco Oasi Naturalistica Lungotevere delle Navi
Situato tra Ponte del Risorgimento e Ponte Matteotti, il Parco Oasi Naturalistica Lungotevere delle Navi nasce dall’ex Oasi WWF e conserva un alto valore naturalistico. Un camminamento in legno lungo 570 metri attraversa l’area e si apre in slarghi pensati per la sosta e per attività didattiche, favorendo l’incontro tra educazione ambientale e passeggio urbano.
Il Parco dell’Acqua Acetosa: il più esteso
Il Parco dell’Acqua Acetosa, inaugurato il 10 maggio 2026, è il più ampio parco lineare fluviale d’Europa, estendendosi su 8,5 ettari. Dopo una massiccia opera di bonifica che ha rimosso oltre 4.700 tonnellate di rifiuti, sono stati piantati 2.000 arbusti e 100 alberi. L’accesso avviene da Via del Foro Italico e il parco presenta cinque terrazze panoramiche sul fiume, oltre a una pista ciclabile che lo attraversa.
Rigenerazione e paesaggio
Gli interventi di pulizia e piantumazione non solo hanno migliorato l’estetica dell’area, ma hanno favorito la rigenerazione ecologica, creando corridoi verdi utili alla fauna locale e opportunità di svago per i residenti e i visitatori.
Parco di Ostia Antica: natura e archeologia
Inaugurato il 17 maggio 2026, il Parco di Ostia Antica è direttamente collegato al Parco Archeologico di Ostia Antica e offre un percorso ciclopedonale ad anello di oltre 700 metri. L’area è caratterizzata da una fitta vegetazione fluviale con più di 300 alberi e 550 piante aromatiche e ornamentali, e ospita una fauna ricca: volpi, istrici, donnole, lepri, cinghiali, caprioli, oltre a aironi rossi, falchi di palude e tartarughe d’acqua.
Collegamenti e accessibilità
Un attracco per battelli garantisce il collegamento fluviale tra il parco e il centro di Roma, rendendo possibile un approccio alla fruizione del fiume non solo via terra ma anche via acqua. Questa integrazione migliora la mobilità dolce e valorizza l’esperienza turistica.
Parco Oasi di Ponte Milvio e Parco del Foro Italico
Il Parco Oasi di Ponte Milvio, inaugurato il 10 giugno 2026, si estende sulla sponda destra del Tevere tra Ponte Milvio e Ponte Flaminio. Collegato alla pista ciclabile lungo il fiume, il parco propone percorsi su passerelle di legno immersi in un sistema igrofilo ad alto fusto. L’area ha anche un importante valore storico-archeologico: sono emersi un cippo terminale del 52 a.C., antichi argini in tufo e tratti della via Flaminia con basolato imperiale e porzioni di sanpietrini del Novecento.
Il Parco del Foro Italico, aperto il 18 giugno 2026, è orientato a funzioni sportive e ricreative. Adiacente allo Stadio dei Marmi e allo Stadio Olimpico, dispone di una piazza lunga per eventi pubblici, attrezzature per il fitness professionale, nuove sedute lineari, piantumazioni e un sistema di illuminazione studiato per la sicurezza serale e per valorizzare il paesaggio fluviale.
Storia, sport e sicurezza
L’accostamento di elementi archeologici, impianti sportivi e illuminazione urbana rende evidente l’intento di creare spazi multifunzionali: luoghi per l’attività fisica, l’aggregazione e la scoperta del territorio in piena sicurezza.
Biodiversità, sostenibilità e fruizione
Nel complesso, la realizzazione dei cinque parchi ha dato vita a un progetto di rigenerazione urbana che mette insieme biodiversità, qualità paesaggistica e connessioni con la città attraverso piste ciclabili e servizi di trasporto fluviale. Gli argini non sono più percepiti come un confine, ma come una spina dorsale ecologica che attraversa e connette diversi tessuti urbani.
Questa riconversione valorizza l’ecosistema locale e restituisce ai cittadini nuovi spazi per il tempo libero, l’educazione ambientale e il movimento sostenibile, integrando aspetti naturalistici, archeologici e sportivi in un unico disegno urbano.