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Presidenza italiana EUSAIR: opportunità strategica per l’Appennino centrale e la ricostruzione

La guida italiana della strategia adriatico-ionica può trasformare la ricostruzione post-sisma in un progetto più ampio di coesione territoriale e sviluppo sostenibile per l'Appennino centrale e le aree interne

HERO · Roma

L’assunzione da parte dell’Italia della presidenza della Strategia dell’Unione europea per la Regione Adriatico-Ionica (EUSAIR) apre scenari concreti per il Centro Italia, in particolare per l’Appennino centrale e per i comuni compresi nel cratere sisma 2016. Questo ruolo, coordinato dal Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, offre una piattaforma per mettere al centro temi quali la coesione territoriale, la sostenibilità e la connettività tra le due sponde dell’Adriatico.

Una prospettiva strategica per territori spesso marginalizzati

Nel contesto delle mutate relazioni europee — dall’allargamento verso i Balcani occidentali alle nuove catene di approvvigionamento — la presidenza italiana consente di ridisegnare il posizionamento del Centro Italia. L’Appennino centrale può essere valorizzato non come retroterra isolato, ma come piattaforma territoriale centrale, utile per collegare il sistema produttivo italiano con i Balcani, l’Adriatico e il Mediterraneo. La sfida è integrare politiche di sviluppo locale con strategie macroregionali per generare ricadute reali su lavoro, servizi e investimenti.

Connettività e infrastrutture come leve di crescita

Tra le priorità indicate dalla presidenza figurano il rafforzamento della connettività infrastrutturale e quella digitale. Per il cratere sisma 2016 questo significa progettare interventi che non riguardino solo la ricostruzione fisica degli edifici, ma anche il miglioramento delle reti viarie, energetiche e delle telecomunicazioni. La creazione di corridoi che mettano in relazione aree interne e aree costiere può favorire mobilità di persone e merci, attrarre imprese e sostenere la ripartenza economica di piccoli centri.

La ricostruzione come processo di rigenerazione sociale ed economica

La visione proposta pone la ricostruzione in una prospettiva più ampia: non solo riparare danni materiali, ma ricostruire le condizioni per vivere, lavorare e investire nei territori colpiti dal sisma. Il cratere può essere concepito come un laboratorio di coesione dove sperimentare pratiche di rigenerazione urbana, servizi innovativi e modelli di governance che mettano al centro comunità locali, università e giovani generazioni.

Politiche integrate tra Pnrr e cooperazione macroregionale

La coincidenza delle linee guida della presidenza con gli assi di intervento del Commissario straordinario per il sisma favorisce sinergie operative. Priorità come la competitività delle imprese, la coesione sociale e il contrasto allo spopolamento sono obiettivi condivisi che possono essere perseguiti incrociando risorse nazionali, fondi Pnrr e programmi europei. L’approccio integrato valorizza il capitale umano locale e promuove partenariati tra pubblica amministrazione, mondo accademico e tessuto produttivo.

Coinvolgimento delle comunità e ruolo delle aree interne

Un principio centrale è che l’integrazione europea non può escludere le aree montane e interne. La presidenza italiana di EUSAIR offre l’occasione per affermare che territori vivi e connessi sono essenziali per la stabilità e la competitività del sistema. Il coinvolgimento delle comunità locali, delle università e delle nuove generazioni è necessario per costruire progetti condivisi e sostenibili nel lungo periodo.

Misure per contrastare le sfide demografiche e ambientali

Tra le sfide affrontate vi sono la diminuzione della popolazione attiva e le pressioni ambientali legate alla transizione climatica. Interventi mirati su energie rinnovabili, efficienza energetica e adattamento climatico, insieme a politiche per il rafforzamento delle imprese locali, possono contribuire a invertire trend di spopolamento e migliorare la qualità della vita nelle aree interne.

In sintesi, la presidenza italiana di EUSAIR non è un evento simbolico, ma una finestra operativa per inserire l’Appennino centrale e il cratere sisma 2016 nelle nuove rotte europee di sviluppo. L’obiettivo è tradurre questa opportunità in progetti concreti che combinino cohesione territoriale, investimenti infrastrutturali e rigenerazione socio-economica, alimentando un percorso che tenga insieme sicurezza, sostenibilità e futuro delle comunità locali.

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