5 Giugno 2026 🌫 16°

Arresto ad Acilia: finisce la latitanza della donna con condanne per borseggi a Milano

Un'operazione dei carabinieri ha portato all'arresto a Roma di Sevala Cizmic, ricercata per quasi dieci anni di condanne per borseggi a Milano. La donna è stata fermata a Acilia mentre portava i figli a scuola e trasferita al carcere di Rebibbia.

Arresto ad Acilia: finisce la latitanza della donna con condanne per borseggi a Milano

La vicenda che ha portato all’arresto di Sevala Cizmic racconta il raddoppio tra legami familiari e attività di ricerca degli investigatori. Nata a Roma nel 1988 e di origine rom, la donna aveva accumulato numerose condanne per borseggi commessi a Milano: il cumulo delle pene raggiungeva i nove anni e sei mesi di reclusione. Nonostante la pena fosse esecutiva dal 2026, la 38enne era riuscita a rendersi irreperibile fino alla mattina dello scorso 28 maggio, quando i carabinieri l’hanno fermata davanti alla scuola dei suoi figli ad Acilia.

La rete di ricerche e il ruolo dei legami familiari

Le indagini, coordinate dai carabinieri della stazione di San Paolo con il supporto della compagnia di Trastevere, si sono concentrate sui luoghi dove la donna aveva legami più stretti. I militari hanno analizzato con attenzione i contatti telefonici registrati negli atti, in particolare quelli con il padre e il marito, per i quali erano emerse comunicazioni ripetute. Il sospetto degli inquirenti era che la 38enne potesse rifugiarsi in insediamenti dove la sua famiglia manteneva rapporti consolidati, rendendo dunque la sorveglianza più complicata.

Controlli mirati e censimenti a sorpresa

Per evitare di smascherare la presenza della ricercata, i carabinieri hanno effettuato controlli apparentemente casuali e visite a sorpresa nel campo rom di vicolo Savini, dove la donna aveva vissuto negli anni prima di trasferirsi al nord. Questi censimenti avevano lo scopo di ottenere elementi senza creare allarme tra i parenti. Nonostante le verifiche ripetute, le ricerche non avevano fin da subito prodotto risultati certi, alimentando l’ipotesi che la donna fosse al corrente dell’intensificarsi delle attività investigative.

Movimenti, ipotesi di rifugio e tattiche investigative

Gli investigatori hanno seguito anche il marito, tenendo sotto osservazione gli spostamenti di chi le era vicino, perché le tracce concrete spesso passano attraverso chi mantiene i contatti personali. È emersa la possibilità che la donna avesse trovato ospitalità in altri insediamenti, come quello di Castel Romano, ma la vastità e la complessità dell’area avrebbero potuto compromettere la riuscita dell’operazione se fossero stati fatti interventi troppo visibili. Per questo motivo la strategia adottata è stata paziente e calibrata, puntando sui momenti quotidiani in cui la 38enne sarebbe stata più esposta.

La scelta di osservare i figli come punto di svolta

Il filo su cui si è giocata la riuscita dell’arresto è stato il legame con i figli: madre di sette bambini, Sevala aveva la routine di accompagnamento dei più piccoli a scuola. Gli inquirenti hanno quindi concentrato gli appostamenti nelle vicinanze degli istituti frequentati dai suoi figli, consapevoli che l’ambiente scolastico potesse essere il luogo meno sospetto dove incontrarla. Dopo mesi di appostamenti, quella mattina di fine maggio l’attesa ha dato i suoi frutti.

L’arresto e le conseguenze processuali

Durante un appostamento i carabinieri hanno osservato la donna mentre attendeva due dei suoi figli all’uscita dell’istituto. Dopo che la madre ha salutato i bambini e si è allontanata dai cancelli, gli agenti sono intervenuti con discrezione per evitare scene che avrebbero coinvolto altre famiglie. La donna, che sapeva di avere un cumulo di pene da scontare, non ha opposto resistenza: si è consegnata agli agenti senza creare problemi e

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