Per anni il parcheggio multipiano dell’ex Punto Verde Qualità di Dragona è rimasto un edificio costruito ma inutilizzato, simbolo di un’opera incompiuta. Dopo decenni di abbandono, associazioni ambientaliste, comitati di quartiere e il Comitato Pendolari hanno chiesto che la struttura venga recuperata e destinata a parcheggio di scambio per la stazione Acilia Sud–Dragona.
Il tema è stato affrontato in un incontro congiunto in Campidoglio che ha visto la partecipazione degli assessori competenti e dei rappresentanti comunali, insieme a Risorse per Roma. L’obiettivo dichiarato è verificare la possibilità amministrativa e tecnica di stralciare il multipiano dal compendio dell’ex Punto Verde Qualità e avviare uno studio operativo per la sua riqualificazione.
Perché il recupero è considerato strategico
Il primo motivo che rende il progetto rilevante è la domanda di mobilità del quadrante che comprende Acilia, Dragona, Dragoncello e Bagnolo: i residenti chiedono soluzioni per lasciare l’auto e utilizzare la Roma-Lido o la futura Metromare. Il multipiano, se messo in funzione, potrebbe offrire circa 220 posti auto, integrando i parcheggi P1 e P2 attualmente in costruzione e contribuendo a ridurre la congestione stradale nelle ore di punta.
Compatibilità con la stazione
Gli studi preliminari segnalano che la distanza tra il multipiano e la stazione è compatibile con la funzione di parcheggio di scambio, a condizione che vengano realizzati collegamenti pedonali sicuri. Tra le opere accessorie necessarie sono indicate la realizzazione di una passerella o percorsi protetti e l’installazione di ascensori o rampe per l’accessibilità.
Passi amministrativi e verifiche tecniche
Dalla riunione in Campidoglio è emersa la volontà politica di procedere con una memoria di giunta che formalizzi il percorso. Risorse per Roma ha già ricevuto l’incarico di predisporre una prima valutazione tecnica ed economica, mentre gli uffici comunali coinvolgeranno Dipartimento Patrimonio, Lavori Pubblici, Mobilità e, se necessario, Urbanistica per valutare adempimenti e compatibilità.
Verifiche statiche e finanziamenti
La struttura dovrà essere sottoposta a verifiche statiche e controlli impiantistici per accertarne la fattibilità. Anche il reperimento delle risorse per completare i lavori e mettere in funzione il multipiano è un passaggio cruciale: l’amministrazione sta valutando possibili modelli di finanziamento e partnership pubblico-private, pur privilegiando soluzioni di gestione pubblica per garantire un presidio costante.
Ruolo delle associazioni e del territorio
Italia Nostra, Legambiente, WWF Litorale Romano, il Circolo Legambiente Litorale Romano e il Comitato di quartiere Acilia Sud 2000, insieme al Comitato Pendolari Roma-Ostia, hanno spinto per una soluzione rapida ma attenta alla sostenibilità urbana. Le associazioni non solo chiedono il recupero, ma richiedono che il sito sia adeguatamente presidiato per evitare nuovo degrado una volta terminati gli interventi.
Il coinvolgimento dei comitati risponde all’esigenza di mantenere un controllo civico sull’evoluzione del progetto e di collaborare con l’amministrazione nell’individuare funzioni complementari capaci di garantire sostenibilità gestionale ed economica.
Gestione e accessibilità
Tra le ipotesi emerse c’è il possibile coinvolgimento di ATAC o di altri soggetti del trasporto pubblico per la gestione della struttura, con modelli che prevedano tariffe di scambio e integrazione tariffaria. Fondamentale sarà garantire percorsi pedonali protetti e una connettività agevole con la futura passerella prevista nella zona ferroviaria.
Se il percorso amministrativo e tecnico procederà senza intoppi, il multipiano potrebbe trasformarsi da «incompiuto» a nodo operativo per la mobilità sostenibile del Municipio X. Per ora resta però aperto il lavoro di approfondimento: la Giunta dovrà approvare la memoria, completare gli studi e trovare i fondi necessari prima di avviare i cantieri.
In sintesi, la proposta di recupero del multipiano di Dragona rappresenta una risposta concreta a esigenze di mobilità locale, ma richiede un percorso articolato tra verifiche tecniche, scelte gestionali e risorse finanziarie. Le associazioni e i comitati hanno mostrato disponibilità a monitorare le fasi successive e a collaborare con l’amministrazione per non lasciare che l’opera torni all’abbandono.