Il sabato pomeriggio la capitale è stata teatro di una manifestazione antimilitarista organizzata da gruppi studenteschi e giovanili. Il corteo, partito da Piazza della Repubblica, ha attraversato via dei Fori Imperiali per poi deviare verso l’area archeologica del Colosseo. Gli organizzatori avevano annunciato un percorso pacifico, ma una parte dei partecipanti ha deciso di varcare i cancelli di ingresso, sfidando il cordone di contenimento predisposto dalle autorità.
Invasione del Colosseo e gestione della polizia
Intorno alle 17:50, un gruppo di circa duecento giovani si è diretto verso l’arco di Costantino, zona normalmente affollata da turisti. La polizia antisommossa è intervenuta immediatamente, bloccando l’accesso e facendo uscire gli individui dal sito. Nonostante la tensione, gli scontri fisici non si sono verificati: le forze dell’ordine hanno limitato i contatti violenti con l’uso di ordini verbali e la semplice presenza di agenti in tenuta antisommossa.
Il ruolo dei cordoni di contenimento
Il cordone di contenimento è stato tracciato lungo via di San Gregorio e via Cavour, con l’obiettivo di impedire il passaggio verso il Circo Massimo e le stazioni della linea B. I manifestanti, inchiodati da cori anti-governativi, hanno provato a sfondare il blocco, ma i controlli puntuali hanno mantenuto la situazione sotto controllo. Alcuni hanno cercato di entrare nella struttura del Colosseo, ma sono stati rimandati fuori da squadre di ordinaria e di polizia di stato, senza alcun uso di armi da fuoco.
Identificazione di più di 200 giovani e prese in carico
Parallelamente all’intervento sul monumento, le forze dell’ordine hanno avviato un’operazione di identificazione su larga scala. In totale, sono stati identificati 200 giovani nei pressi del Colosseo, di Circo Massimo, Piazza della Repubblica e in diverse stazioni della metropolitana (Colosseo, Laurentina). Di questi, 63 sono stati recati in questura per valutare l’applicazione di un fermo preventivo, in accordo con la Procura di Roma.
Equipaggiamento rinvenuto e provvedimenti
Durante i fischi, le pattuglie hanno sequestrato camicie con passamontagna, bombolette spray, guanti, maschere e scaldacollo, oggetti indicati dalle direttive operative diffuse online. Venti giovani, incluso un minore, sono stati trovati in possesso di tali articoli: per loro è in corso la valutazione di un’eventuale misura cautelare. L’operazione è stata condotta da squadre congiunte di Polizia di Stato, Carabinieri, Nucleo Polmetro e Digos, tutte impegnate in un dispositivo di prevenzione su scala nazionale.
Altre città: dalla calma di Napoli alle tensioni a Bologna e Firenze
Il fenomeno non è stato limitato a Roma. A Napoli, il corteo anti-cari vita si è svolto senza incidenti, con una conclusione pacifica nella zona dello stadio Maradona. A Milano, diversi gruppi hanno tentato di raggiungere il centro, ma sono stati fermati dalle autorità, che hanno impiegato centinaia di agenti per garantire la viabilità. A Bologna, la situazione è degenerata: la polizia ha effettuato cariche, ha usato idranti e fumogeni per respingere i manifestanti nella piazza dei Martiri. A Firenze, i manifestanti hanno tentato di proseguire verso via Tornabuoni, ma le forze dell’ordine hanno sbarrato il passaggio sul ponte Santa Trinità, evitando scontri più ampi.
In tutta Italia, le forze dell’ordine hanno incrementato i controlli: più di 150 perquisizioni sono state eseguite in Lombardia, Milano e Monza, e diverse persone sono state fermate per possesso di materiale considerato pericoloso. L’intera operazione riflette un forte impegno delle autorità nel prevenire disordini e nel garantire la sicurezza di monumenti storici e spazi pubblici, mentre la polizia locale, la Polizia di Stato e i Carabinieri mantengono una presenza costante lungo i percorsi dei cortei per gestire eventuali criticità.



