Giovedì 22 ottobre, nella tarda serata, le autorità hanno ricevuto una chiamata al Numero Unico Europeo per le Emergenze 112 che segnalava la presenza di un corpo in un capannone industriale della zona di via Luigi Bandini, a Ciampino. Si trattava di un uomo di 24 anni, di origini rom, il cui volto era coperto da un passamontagna e le mani guantate. Il giovane era già noto alle forze dell’ordine.
Il capannone coinvolto è una struttura che produce insegne luminose. Secondo le prime ricostruzioni dei Carabinieri della Tenenza di Ciampino, il sospetto si sarebbe introdotto nella sede con l’intento di compiere un furto. Per raggiungere l’obiettivo, avrebbe salito sul tetto dell’edificio, probabilmente per trovare un punto di ingresso più discreto.
Il tentativo di intrusione e la dinamica dell’incidente
Una volta sul tetto, il giovane ha iniziato a percorrere la copertura, camminando su un ampia zona di lucernario in plexiglass. Questo tipo di copertura, sebbene resistente, può cedere sotto carichi improvvisi. Verso le 23.30, una parte del lucernario si è rotta improvvisamente, forse a causa del peso o di una microfrattura non visibile. Il cedimento ha provocato la caduta del 24enne da un’altezza stimata intorno ai dieci metri, direttamente all’interno del capannone.
Cedimento del lucernario in plexiglass
Il materiale in plexiglass, sebbene trasparente e leggero, non è progettato per sostenere carichi concentrati come quello di un corpo umano in movimento. L’effetto combinato di un possibile punto di debolezza preesistente e la pressione esercitata dal giovane ha provocato la frattura. Il risultato è stato una caduta libera che, per la natura dell’altezza e del materiale di impatto, ha avuto conseguenze fatali sul colpo.
Intervento delle forze dell’ordine e indagini
All’arrivo sul posto, il personale del 118 ha constatato l’assenza di segni vitali; il giovane era già deceduto. I Carabinieri, supportati dal personale sanitario, hanno avviato le procedure investigative, raccogliendo testimonianze, filmati di sorveglianza e le tracce lasciate sul tetto. Una delle prime linee d’interrogatorio riguarda la possibile presenza di compagni o complici: gli investigatori stanno verificando se il 24enne fosse solo o se vi fossero altre persone che si siano allontanate prima dell’intervento dei soccorsi.
Le indagini, ancora in corso, mirano a ricostruire l’intera sequenza di eventi: dall’ingresso nella zona industriale alla scelta del percorso sul tetto, fino al momento fatale. Gli inquirenti stanno anche analizzando eventuali precedenti segnalazioni di tentativi di intrusione nella stessa azienda, al fine di capire se si tratti di un episodio isolato o di una rete più ampia di furti.
Nel frattempo, la notizia ha suscitato scalpore nella comunità locale, soprattutto per la giovane età del deceduto e per il fatto che fosse già noto alle autorità. La vicenda mette in luce i rischi legati a iniziative criminali improvvisate e la vulnerabilità di strutture industriali dove la sicurezza dei tetti può rappresentare un punto debole non sempre adeguatamente monitorato.



