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Memoriae, la nuova serie italiana su RaiPlay

Un villaggio sconvolto da una frana scopre che il vero pericolo è l’amnesia che cancella sei anni di vita.

Memoriae, la nuova serie italiana su RaiPlay

Il nuovo progetto televisivo Memoriae parte da una scena apparentemente tranquilla: il piccolo borgo di montagna di Vallata cede sotto il peso di una frana. L’incidente, seppur di dimensioni modestamente credibili, scatena un fenomeno inspiegabile: una parte della popolazione perde improvvisamente tutti i ricordi degli ultimi sei anni.

Questa amnesia colpisce adulti e adolescenti, ma risparmia bambini e anziani, creando un divario generazionale che si trasforma rapidamente in una rete di misteri da decifrare. L’evento diventa il catalizzatore di una trama che si muove tra suspense, drama e investigazione, mettendo in luce le fragilità della memoria collettiva.

La frana di Vallata e il mistero dell’amnesia

Il sisma di roccia, sebbene non abbia provocato vittime mortali, ha confinato il centro abitato e ha attivato un protocollo di isolamento da parte delle autorità. Gli abitanti rimasti all’interno si trovano costretti a convivere con il vuoto di sei anni di vita cancellati: relazioni, lavori, famiglia. Memoriae utilizza questo contesto per esplorare come la perdita di ricordi influisca non solo sull’individuo, ma sull’intera cooperazione sociale.

Le conseguenze sui residenti

Paradossalmente, i bambini e gli anziani sono gli unici a conservare una continuità temporale. La loro presenza crea un “ponte” narrativo, perché sono i primi a testimoniare gli sprazzi di un passato che gli altri non ricordano più. In particolare, la giovane Chiara (interpretata da Anna Godina) inizia a sperimentare visioni che rievocano orrori della Seconda Guerra mondiale, suggerendo che l’amnesia possa essere legata a traumi sepolti.

Il cast e la squadra creativa dietro Memoriae

Alla regia di Cosimo Alemà e Isabella Aguilar la serie riunisce un gruppo di attori che hanno già lasciato il segno nel panorama italiano. Dario Aita interpreta Matteo Basile un fotoreporter di guerra che ritorna a Vallata dopo anni di distanza, spinto dalla notizia dell’incidente. Gaia Messerklinger è Alma Torrisi un’oncologa bloccata accidentalmente durante un’escursione e costretta a collaborare alle indagini.

Il cast si completa con Roberto Citran nei panni di Renato, Paola Sambo come Margherita Basile e altri volti minori che arricchiscono la trama, creando un vero e proprio microcosmo di personaggi con responsabilità individuale ma legati da un obbligo collettivo di risolvere l’enigma.

Anteprima a Roma e distribuzione su RaiPlay

Il progetto è stato presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma dove è stato accolto con curiosità sia dal pubblico sia dalla critica. La distribuzione avviene poi su RaiPlay con i primi sei episodi disponibili a partire dal 23 ottobre. La scelta di lanciare la serie in due tappe – una di gala al festival e una successiva in streaming – rispecchia l’intento dei creatori di sperimentare un genere poco comune nel panorama televisivo italiano.

Secondo le stesse autrici, la sfida consisteva nell’adattare un formato tipico del thriller a una realtà quotidiana, senza sacrificare la libertà sperimentale. Citano come spunto series europee come Les Revenants che hanno dimostrato come sia possibile raccontare un mistero attraverso personaggi realmente riconoscibili.

Il dibattito culturale è al centro della narrazione: la serie interroga se un trauma collettivo debba essere “cancellato” o “ricordato”. In un’epoca dominata dalla “cancel culture”, i protagonisti scoprono che la rimozione dei ricordi può generare solo fantasmi distorti, un concetto che richiama il fascino oscuro del passato italiano, dal fascismo alle ferite della guerra.

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