Negli ultimi giorni, le agricolture italiane sono tornate al centro dell’attenzione pubblica: su vasta scala, gli agricoltori hanno invaso piazze e strade per denunciare l’impennata dei costi di produzione e la mancanza di risposte istituzionali. La crisi, alimentata da aumenti del gasolio, dell’energia elettrica e dei fertilizzanti, sta mettendo a dura prova soprattutto le piccole e medie realtà, che rischiano di non riuscire più a coprire le spese di base.
Il presidente di Aspal Lazio Stefano Giammatteo, ha espresso il sostegno dell’associazione alle manifestazioni, sottolineando che le proteste non devono trasformarsi in strumenti di speculazione politica. Giammatteo ha richiesto al governo una risposta rapida e, al contempo, l’avvio di una strategia di lungo periodo capace di garantire la sostenibilità dell’agricoltura nazionale.
Le manifestazioni di agricoltori in Calabria, Sicilia e altre regioni
In Calabria e Sicilia, migliaia di coltivatori hanno radunato i loro trattori davanti agli uffici comunali, chiedendo una riduzione immediata dei costi di carburante e fertilizzanti. Parallelamente, a Roma, la sede di Coldiretti Lazio ha ospitato un grande raduno in piazza Santi Apostoli, dove sono stati presentati reclami sui danni causati da eventi climatici estremi e dalla fauna selvatica nelle aree protette. Queste azioni, coordinate ma autonome, dimostrano la capillarità del malcontento tra le campagne italiane.
Le richieste di Stefano Giammatteo e di Aspal Lazio
Giammatteo collega le recenti mobilitazioni alle proteste organizzate dal Coapi all’inizio del 2026, precise quando i trattori avevano solcato Milano e Roma per contestare l’accordo UE-Mercosur e denunciare la crisi del settore agro-zootecnico. Le richieste principali includono una leva economica concreta, da inserire nella prossima variazione di bilancio, capace di destinare nuove risorse all’agricoltura e introdurre interventi straordinari per le imprese.
Taglio dei costi di gasolio, energia e fertilizzanti
Il presidente ha evidenziato che la pressione sui prezzi del gasolio, dell’energia elettrica e dei fertilizzanti sta erodendo i margini di profitto, rendendo insostenibile la gestione delle aziende di media dimensione. Una riduzione di questi costi fissi è considerata una priorità imprescindibile per evitare la chiusura di numerose imprese agricole.
Riforme strutturali e piano assicurativo nazionale
Secondo Giammatteo, gli aiuti di emergenza non possono diventare la norma; occorrono riforme strutturali che semplifichino le procedure burocratiche, equilibrino la filiera agroalimentare e contrastino le pratiche commerciali sleali. L’associazione spinge inoltre per un nuovo piano assicurativo nazionale capace di coprire i rischi climatico-ambientali e per un più ampio accesso al credito, strumenti indispensabili per pianificare investimenti a medio-lungo termine.
Il nodo del prezzo garantito al campo
Uno dei punti focali dell’intervento di Giammatteo è la definizione di un meccanismo di prezzo minimo che assicurii agli agricoltori un compenso superiore ai costi di produzione, basato su parametri certificati da organismi competenti. Tale misura, secondo l’associazione, è cruciale per garantire la sopravvivenza e la competitività delle aziende senza dipendere esclusivamente da contributi straordinari.



