La presentazione del libro Oltre le Sfide. Il territorio reatino dieci anni dopo di Marco Fuggetta (Funambolo Edizioni, 2026) ha fatto da cornice a un dialogo concreto tra amministratori locali. Nella sala consiliare di Rieti si sono incontrati i sindaci di L’Aquila, Ascoli Piceno e Rieti per mettere a sistema idee e proposte destinate all’Appennino centrale. L’incontro ha voluto superare la semplice commemorazione per puntare su un modello collaborativo: una strategia che ponga al centro non solo la ricostruzione degli edifici ma la rifondazione delle comunità e delle opportunità economiche.
Il confronto tra i tre sindaci ha ribadito la necessità di abbandonare la logica dell’emergenza e adottare piani coordinati per attrarre risorse e persone. Le amministrazioni hanno sottolineato come il tema demografico, la carenza di servizi e la scarsità di prospettive occupazionali richiedano risposte condivise. A guidare la discussione è stata la consapevolezza che le medie città montane possono agire insieme per valorizzare le identità locali e rendere sostenibile lo sviluppo territoriale, con attenzione a cultura, innovazione e qualità della vita.
Perché una sinergia tra città medie?
Il primo punto emerso riguarda il ruolo strategico delle città di dimensione media: luoghi capaci di fungere da poli per le aree interne. Una sinergia strutturata consente di amplificare progetti imprenditoriali, turistici e formativi, riducendo il rischio di dispersione delle risorse. Condividere obiettivi significa anche migliorare la capacità di accesso a fondi nazionali ed europei e realizzare interventi integrati sulle infrastrutture e sui servizi essenziali. In questo quadro, pensare in rete è un elemento centrale per contrastare lo spopolamento e sostenere iniziative che creino lavoro stabile per i residenti e opportunità per i giovani.
La lezione della ricostruzione
Dal dialogo è emerso che la ricostruzione non può limitarsi al patrimonio edilizio: occorre rigenerare anche il tessuto sociale. L’esperienza degli ultimi anni ha insegnato che investimenti mirati in cultura, istruzione e imprese locali hanno un impatto moltiplicatore sulla resilienza delle comunità. I sindaci hanno ricordato che ripristinare la normalità significa inoltre ripensare servizi, trasporti e opportunità digitali, per rendere le aree interne più attrattive e meno vulnerabili ad abbandoni e declino economico.
Le proposte sul tavolo
Tra le proposte concrete spiccano interventi su infrastrutture, formazione professionale, politiche per giovani imprese e promozione delle identità locali. L’obiettivo comune è creare un ecosistema dove il capitale umano e le risorse territoriali possano dialogare, sostenuti da una governance che faciliti l’accesso ai finanziamenti. Investire in servizi sanitari e scolastici, potenziare le vie di comunicazione e promuovere filiere produttive legate al turismo sostenibile e all’artigianato sono stati indicati come passaggi chiave per il rilancio.
Un piano di azione comune
I relatori hanno avanzato l’ipotesi di un piano d’azione condiviso che preveda progetti pilota, alleanze pubblico-private e una comunicazione coordinata per attrarre investimenti. Si è parlato di sviluppare bandi congiunti, iniziative di formazione territoriale e percorsi di rilancio che mettano al centro il lavoro giovanile e la valorizzazione delle eccellenze locali. Il modello proposto cerca di conciliare l’autonomia di ogni città con la forza di un’azione aggregata, capace di dialogare con la programmazione regionale e i programmi europei.
Il ruolo del libro e delle comunità
Il volume di Marco Fuggetta è stato definito uno strumento che stimola la riflessione e mette in fila testimonianze utili a costruire strategie condivise. La presentazione ha confermato l’interesse pubblico per questo tema e la necessità di trasformare parole in progetti concreti, anche attraverso un calendario di incontri e iniziative territoriali che proseguiranno il confronto. I sindaci hanno promesso di proseguire il dialogo per tradurre le proposte in azioni, convinti che solo una rete solida tra città medie possa dare nuovo slancio all’Appennino centrale.


