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Minacce e insulti a don Antonio Coluccia nel Quarticciolo, identificati tre tunisini

Don Antonio Coluccia è stato circondato e minacciato al Quarticciolo; le forze dell'ordine hanno denunciato tre tunisini per intimidazioni aggravate.

Minacce e insulti a don Antonio Coluccia nel Quarticciolo, identificati tre tunisini

Nel cuore della periferia romana, precisamente al Quarticciolo, la serata del 4 ottobre si è tinta di minaccia quando don Antonio Coluccia noto sacerdote impegnato nella lotta contro lo spaccio, è stato accerchiato da un gruppo di individui. L’episodio è avvenuto intorno alle 23, durante la consueta passeggiata per la legalità che il prete organizza per rafforzare il legame con la comunità.

Le intimidazioni subite durante la passeggiata

Secondo le testimonianze raccolte sul posto, il prete era accompagnato da circa dieci persone, tra cui spiccava il nome di Andrea Stroppa, referente italiano di Elon Musk. Il gruppo di aggressori, composto anche da alcuni cittadini di origine nordafricana, ha iniziato a rivolgere insulti in italiano e in arabo, accompagnati da minacce di morte. Don Antonio Coluccia ha riferito di aver percepito un reale pericolo, aggiungendo che quelle parole intimidatorie non colpiscono solo lui, ma anche le donne e le madri che lo chiedono aiuto per proteggere i propri figli.

Dichiarazioni del sacerdote

Nel suo intervento a un’intervista, il religioso ha sottolineato come la situazione di degrado e violenza a Roma sia ormai fuori controllo, citando sparatorie diurne e aggressioni ai carabinieri. Ha riconosciuto il prezioso operato delle forze dell’ordine, ma ha anche evidenziato la necessità di un impegno più articolato, coinvolgendo enti come AMA, Acea ed Enel per migliorare l’illuminazione e la pulizia dei quartieri, elementi fondamentali per contrastare illegalità e spaccio.

Intervento delle forze dell’ordine e identificazione dei responsabili

Allertati dalla situazione, i carabinieri sono intervenuti tempestivamente, effettuando un servizio di controllo del territorio nel quartiere. Le indagini immediate hanno permesso di identificare e denunciare a piede libero tre cittadini tunisini con l’accusa di minacce aggravate. La denuncia è stata resa pubblica per dimostrare che lo Stato non tollera atti di intimidazione contro chi difende la legalità.

Posizioni istituzionali

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha espresso piena solidarietà al sacerdote, ringraziandolo per il coraggio dimostrato nella lotta quotidiana contro il narcotraffico e ribadendo il sostegno della capitale alle forze dell’ordine. Anche il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha commentato sui social definendo le minacce “vergognose e inaccettabili” e ha ribadito che lo Stato è pronto a difendere chi combatte la criminalità. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha aggiunto che chi si oppone al crimine non dovrà mai sentirsi solo.

Questo episodio evidenzia la vulnerabilità di chi, come don Antonio Coluccia opera in prima linea contro la droga, ma anche la determinazione delle istituzioni a perseguire chi usa la violenza per intimidire i difensori della legalità. Il caso al Quarticciolo resta un monito per la città: la lotta contro il crimine richiede un impegno congiunto di cittadini, autorità e servizi di pubblica utilità.

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