Nel cuore di Roma nord, tra il Villaggio Olimpico e i Parioli, la scuola dell’infanzia Il Giramondo in via Venezuela è al centro di una protesta collettiva delle famiglie. Secondo i genitori, le aule hanno raggiunto temperature vicine ai 34 gradi, provocando sintomi come mal di testa, nausea e spossatezza sia nei bambini che nel personale educativo. La situazione è stata formalizzata in una lettera inviata al II Municipio, dove si chiede un intervento rapido per ripristinare condizioni di frequenza sicure e vivibili.
Le segnalazioni non parlano solo di disagio momentaneo, ma di un problema che mette a rischio il benessere fisico e la sicurezza dei più piccoli. La scuola ospita tre sezioni per un totale di circa sessanta bambini e bambine di età compresa tra i 3 e i 6 anni, un’età in cui afa e aria ferma possono avere effetti più marcati rispetto agli adulti. Le famiglie chiedono che la questione sia trattata come prioritaria e avvertono che, in assenza di risposte concrete, valuteranno il coinvolgimento delle autorità competenti.
Le condizioni degli ambienti e le cause del surriscaldamento
Secondo la ricostruzione dei genitori, la fisionomia dell’edificio contribuisce in modo significativo al problema. Le pareti delle aule sono in gran parte vetrate e mancano elementi schermanti come tapparelle o serrande esterne che potrebbero attenuare l’ingresso diretto del sole. È presente solamente un impianto di raffrescamento limitato: due condizionatori collocati nella sala centrale, insufficienti a trattare l’aria di tutte le sezioni. In assenza di soluzioni passive e attive adeguate, gli spazi rischiano di trasformarsi in veri e propri ambienti simili a serre nelle ore più calde.
Perché l’edificio peggiora il problema
La combinazione di ampie superfici vetrate e assenza di schermature crea un effetto accumulo: il calore entra, resta e si concentra, soprattutto se la ventilazione non è adeguata. Questo fenomeno, noto come irraggiamento solare non controllato, può innalzare la temperatura interna ben oltre quella esterna. I pochi dispositivi di condizionamento presenti sono installati in spazi comuni e non nelle singole aule, rendendo inefficace qualsiasi tentativo di raffrescamento mirato per i bambini che trascorrono la giornata nelle rispettive sezioni.
Le richieste dei genitori e le possibili soluzioni
Le famiglie sollecitano interventi sia immediati sia strutturali: in primo luogo l’istallazione di impianti di climatizzazione funzionanti nelle aule, in secondo luogo la predisposizione di sistemi di schermatura solare esterni o interni. Sono state indicate come prioritarie misure che possano ridurre l’esposizione diretta al sole nelle ore critiche, oltre a interventi di miglioramento della ventilazione. La richiesta è chiara: soluzioni operative entro tempi rapidi per permettere la frequenza in condizioni di sicurezza.
Interventi a breve termine e lavori strutturali
Tra le opzioni praticabili in tempi brevi ci sono l’installazione di tende protettive, pellicole riflettenti sulle vetrate o l’uso di ventilatori aggiuntivi in modo coordinato con l’orario scolastico. Per il medio-lungo periodo, i genitori indicano la necessità di progetti più complessi come l’estensione della climatizzazione alle singole aule e la posa di schermature esterne. Ogni soluzione richiede però budget e tempi tecnici: per questo il front-office del II Municipio è chiamato a fornire risposte chiare sulle tempistiche e sulle coperture finanziarie.
Rischi per i bambini e per il personale
Il caldo estremo in ambiente scolastico non è un semplice fastidio: può favorire disidratazione, cali di attenzione e un aumento delle situazioni di malessere che richiedono assistenza. Nei bambini in età prescolare la tolleranza alle temperature elevate è inferiore, la capacità di auto-regolarsi è limitata e la comunicazione del disagio può risultare meno chiara. Anche il personale segnalato lamenta spossatezza, con potenziali ripercussioni sulla qualità della sorveglianza e delle attività didattiche.
La vicenda della scuola Il Giramondo mette in luce un tema più ampio: la necessità di adeguare gli edifici scolastici alle condizioni climatiche attuali, bilanciando interventi rapidi e investimenti strutturali. Fino a quando non arriveranno soluzioni efficaci e verificate, le famiglie chiedono che siano garantite misure temporanee di protezione e che il II Municipio riporti conto dei provvedimenti adottati per tutelare la salute dei bambini e del personale.



