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Gambetti trasferito da Roma all’Abruzzo: nuova nomina di Leone XIV

Il cardinale Gambetti lascia la Basilica di San Pietro per guidare l’arcidiocesi di Chieti-Vasto, in un cambiamento voluto da Leone XIV.

Gambetti trasferito da Roma all’Abruzzo: nuova nomina di Leone XIV

Il cardinale Mauro Gambetti non è più l’arciprete della Basilica di San Pietro. Dopo cinque anni di comando nella capitale ecclesiastica, il 3 ottobre 2026 il Pontefice Leone XIV lo ha designato arcivescovo di Chieti-Vasto segnando una delle più rilevanti riassegnazioni degli ultimi anni nella Curia romana. Il trasferimento, comunicato senza preavviso mediatico, ha suscitato interrogativi sia tra i fedeli sia tra gli addetti ai lavori, che cercano di capire le motivazioni dietro una decisione tanto improvvisa quanto significativa.

Chi è il cardinale Mauro Gambetti?

Mauro Gambetti nasce il 27 ottobre 1965 a Castel San Pietro Terme, provincia di Bologna. Dopo aver intrapreso il cammino religioso entrando nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, viene ordinato sacerdote l’8 gennaio 2000. La sua carriera si caratterizza per ruoli di crescente responsabilità: custode del convento di San Francesco ad Assisi, vicario episcopale della Basilica di San Francesco, e, nel 2020, elevato a cardinale da Papa Francesco. L’anno successivo riceve l’incarico di vicario generale per la Città del Vaticano e, nel febbraio 2021, diventa arciprete della Basilica di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro, la struttura che gestisce i beni e i flussi finanziari della basilica.

Le critiche alla gestione della Basilica di San Pietro

Durante il suo mandato, Gambetti è stato al centro di una serie di polemiche interne. La sua amministrazione è stata definita da alcuni critici come troppo manageriale con un’enfasi marcata sull’aumento dei ricavi e sull’espansione dell’offerta turistica. Tra le iniziative più contestate vi è la proposta di realizzare un bistrot sulla terrazza della cupola, accanto al piccolo bar sotto la cupola di Michelangelo, che tradizionalmente offriva solo bibite e caffè. Se per il cardinale l’obiettivo era fornire ai pellegrini un servizio più completo, per molti fedeli l’idea di trasformare il luogo sacro in un’area di ristoro ha suscitato un’ondata di perplessità. Altre decisioni, come l’aumento degli affitti per gli appartamenti vicini al Vaticano, hanno ulteriormente alimentato il dibattito sulla natura commerciale della gestione patrimoniale.

Il bistrot sulla cupola: un caso emblematico

Il progetto del bistrot è stato presentato come un “piccolo ampliamento” per offrire piatti pronti oltre alle consuete bevande. Tuttavia, la proposta ha incontrato l’opposizione di parte del Capitolo di San Pietro, che temeva una perdita di sacralità del luogo. Le discussioni interne al Capitolo si sono protratte per mesi, evidenziando una spaccatura tra la visione più “imprenditoriale” di Gambetti e la tradizione più conservatrice di parte dei membri del consiglio.

Il trasferimento a Chieti-Vasto: motivazioni e conseguenze

La decisione di Leone XIV di affidare a Gambetti la diocesi di Chieti-Vasto appare, secondo osservatori esperti, come una mossa strategica per stemperare le tensioni interne alla Curia e al Capitolo di San Pietro. Spostando il cardinale da una posizione di alto profilo a una diocesi del centro-sud, il Pontefice riesce a risolvere il disagio generato dalle controversie manageriali, senza creare un vuoto di potere a Roma. In precedenza, l’arcidiocesi di Chieti-Vasto era amministrata da Bruno Forte, che aveva rinnovato la sua dimissione a 75 anni, ma rimaneva come amministratore apostolico fino al nuovo insediamento, previsto per il 29 novembre 2026.

Il passaggio di Gambetti a Chieti-Vasto porta con sé un bagaglio di esperienza amministrativa che potrebbe rinvigorire la diocesi, tradizionalmente caratterizzata da una dimensione pastorale più radicata. Tuttavia, l’accoglienza nella nuova realtà non è priva di scetticismo: alcuni osservano che l’approccio manageriale del cardinale potrebbe scontrarsi con le dinamiche locali, mentre altri sperano in una maggiore capacità di attrarre risorse e di promuovere iniziative culturali. Per la Curia, la nomina rappresenta anche una riorganizzazione del vertice vaticano, lasciando vacante il ruolo di arciprete della Basilica di San Pietro. Si prevede che il successore verrà scelto nei prossimi mesi, nel rispetto della continuità amministrativa della basilica.

Il trasferimento segna quindi una fase di rinnovamento sia per la Curia di Leone XIV sia per la Chieti-Vasto. Mentre il cardinale Gambetti si prepara a guidare una comunità più piccola ma storicamente significativa, la Santa Sede avrà l’opportunità di ricalibrare la gestione della basilica più importante del cattolicesimo, equilibrando le esigenze finanziarie con la sacralità del luogo. Resta da vedere se la sua esperienza “imprenditoriale” sarà considerata un valore aggiunto o se la vicenda alimenterà ulteriori discussioni sulla natura stessa della leadership ecclesiastica nel mondo contemporaneo.

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