Il Club Financial Control Body della UEFA si prepara a rilasciare, entro novembre, il proprio parere sui conti della Roma. Il club capitolino, guidato dal presidente Dan Friedkin, si è trovato in una situazione delicata dopo aver superato i parametri economici fissati quattro anni fa nell’accordo di settlement stipulato per sanare le violazioni del Fair Play finanziario.
Durante l’ultima stagione estiva, la dirigenza ha scelto di dare precedenza alla continuità sportiva, mantenendo intatto il nucleo di titolari indicato dall’allenatore Gian Piero Gasperini. La decisione ha implicato l’assenza di cessioni significative prima del 30 giugno, data limite stabilita per rispettare i criteri di bilancio. Questa strategia, seppur coerente con gli obiettivi sportivi, ha comportato una scostamento rispetto ai target di spesa e di reddito concordati con la UEFA.
Le cause del mancato rispetto dei target
Il principale motivo alla base della non conformità è legato al desiderio di competere nella Champions League dopo sette anni di assenza. Il ritorno nella massima competizione europea ha aumentato gli introiti, ma allo stesso tempo ha spinto il club a rafforzare la rosa, soprattutto per soddisfare le richieste dell’allenatore e per assicurare la permanenza in fase a gironi. L’assenza di cessioni di giocatori chiave ha inciso negativamente sul calcolo del break-even creando un divario tra i risultati attesi e le realizzazioni effettive.
Parallelamente, il progetto di costruzione del nuovo stadio a Pietralata, già autorizzato dalla Conferenza dei Servizi, è stato citato come fonte di potenziali ricavi futuri. Tuttavia, le spese di cantiere e le anticipazioni finanziarie necessarie per portare a termine l’impianto hanno pesato sul bilancio corrente, aggravando il gap rispetto alle soglie imposte dal settlement UEFA.
Il prossimo verdetto UEFA e le sanzioni attese
Le previsioni più probabili indicano una multa compresa tra i 10 e i 15 milioni di euro, come indicato da fonti interne ai vertici della federazione europea. Oltre all’ammenda, la UEFA potrebbe applicare restrizioni sulla composizione della rosa per le competizioni continentali, limitando il numero di giocatori registrati per la prossima stagione europea.
L’ipotesi più grave, ovvero l’esclusione dalla Champions League e dalla Europa League per la stagione 2027/28, rimane un timore latente. Tuttavia, durante l’assemblea dei club a Copenaghen, Friedkin ha avuto un colloquio diretto con il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, che ha espresso una certa apertura per evitare il provvedimento più severo, a condizione che il club dimostri impegni concreti per il riequilibrio dei conti.
Il dialogo fra Friedkin e Ceferin
Nel corso dell’incontro, Friedkin ha sottolineato le azioni già intraprese per ridurre le perdite: la diminuzione progressiva del deficit di bilancio, la crescita degli incassi derivanti dalle voci di trasmissione e merchandising, e il potenziale salto di fatturato legato alla partecipazione costante alla Champions League. Ha inoltre ribadito l’impegno a rispettare gli obblighi finanziari entro il prossimo esercizio, facendo leva sul nuovo stadio che dovrebbe generare flussi di cassa più solidi.
Ceferin, da parte sua, ha riconosciuto la situazione difficile della Roma ma ha ricordato che il Fair Play rappresenta una regola fondamentale per garantire equità tra i club europei. Ha suggerito al club di presentare un piano di adeguamento dettagliato, includendo scadenze precise e misure di contenimento dei costi, per poter eventualmente attenuare la sanzione pecuniaria.
Prospettive future: i rischi e le opportunità
Se la multa verrà inflitta, il club dovrà reperire le risorse necessarie senza intaccare la competitività sul campo. Alcune ipotesi prevedono una ristrutturazione degli stipendi, la cessione di alcuni contratti a valore di mercato più elevato e una revisione delle clausole di bonus legate ai risultati sportivi.
Nel frattempo, il nuovo impianto di Pietralata, una volta completato, potrà incrementare significativamente i ricavi da biglietteria, hospitality e sponsorizzazioni. Questo sviluppo è considerato un elemento chiave per sostenere sia la politica sportiva che quella finanziaria del club nei prossimi anni.
Il verdetto di novembre sarà determinante per definire se il club potrà continuare il cammino verso il successo sportivo senza subire restrizioni che ne limitino la partecipazione alle competizioni continentali.



