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Processo per omicidio stradale contro il referente Musk in Italia

Andrea Stroppa, collaboratore di Elon Musk, è indagato per aver ucciso un diciottenne a via Fiorentini guidando a 94 km/h.

Processo per omicidio stradale contro il referente Musk in Italia

Il 31 gennaio del 2026 una tragedia ha scosso il quartiere Collatino di Roma. Un giovane di 18 anni, Mirco Garofano, è stato investito da una Smart bianca guidata da Andrea Stroppa, 32enne noto per essere il referente italiano di Elon Musk. L’incidente, avvenuto intorno alle 21.43, è terminato con la morte istantanea del pedone.

Ricostruzione dell’incidente del 31 gennaio in via Fiorentini

Secondo le ricostruzioni operative, Garofano stava attraversando la carreggiata di via Fiorentini con il semaforo pedonale rosso, quando Stroppa ha colpito il ragazzo. L’impatto ha lanciato il corpo del ventenne a circa cinquanta metri dal punto di collisione, provocando lesioni letali. Subito dopo l’urto, Stroppa si è fermato e, mediante il servizio di emergenza Ares, ha registrato la frase: «Ho investito una persona, è grave». Nonostante i tentativi di rianimazione dei sanitari del 118, il giovane non ha ripreso conoscenza.

Prove tecniche: velocità, distanza e anomalie del veicolo

Le prime indagini hanno raccolto testimonianze contrastanti: un testimone oculare ha riferito che Stroppa guidava a velocità contenuta e che il pedone è comparso improvvisamente. Tuttavia, la perizia tecnica ha smentito tale versione. Il dispositivo satellitario UnipolTech installato nella Smart ha registrato una velocità di 94 chilometri orari al momento dell’impatto, quasi il doppio del limite consentito di 50 km/h su quel tratto urbano. La distanza di cinquanta metri raggiunta dal corpo è incompatibile con una guida a cinquanta chilometri orari confermando la velocità eccessiva.

Dati satellitari e ricostruzione cinematica

La consulenza cinematica disposta dalla Procura ha calcolato che, alla velocità dichiarata di 94 km/h, l’energia dell’impatto era sufficiente a far volare il giovane a una distanza di decine di metri, spiegando le gravi lesioni riportate. Parallelamente, gli investigatori hanno rilevato che la Smart non era stata sottoposta all’ultima revisione obbligatoria e presentava pellicole oscuranti sui vetri, fattori comunque non determinanti per la dinamica, ma segnalati nel fascicolo penale.

Procedimento penale e reazioni delle parti coinvolte

La Procura di Roma, guidata dalla sostituta procuratrice Rita Ceraso, ha notificato a Stroppa l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, prelude al possibile rinvio a giudizio per omicidio stradale. L’avvocato difensore, Ugo Dinacci, ha dichiarato di voler contestare le imputazioni, ma la prova tecnica resta determinante. Dal canto suo, la famiglia di Garofano, assistita dall’avvocato Fabrizio Castellano, ha espresso profondo dolore e ha evidenziato che il figlio era prudente, sostenendo che l’incidente è stato causato da una guida irresponsabile.

Le prossime settimane vedranno la Procura decidere se chiedere formalmente il rinvio a giudizio, mentre l’opinione pubblica resta focalizzata sulla responsabilità di chi, pur avendo ruoli di alto profilo, non rispetta le norme del codice della strada.

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