Il progetto Blue Dream arriva sul set romano con l’intento di coniugare immagini sospese e tensione emotiva. Prodotto da Officine Culturali di Luigi Rinzivillo, il corto è firmato alla regia da Elia Esposito, regista trapanese al debutto con un’opera pensata per scavare nelle pieghe della memoria. La protagonista è Naomi Lucino, coautrice del soggetto insieme a Esposito, che presta volto e materia narrativa a una storia che non vuole raccontare la semplice rinascita, ma la persistenza di una ferita.
La sceneggiatura punta su immagini simboliche e su una drammaturgia che oscilla tra il sogno e il reale, mostrando come il passato possa indirizzare scelte successive. Il film esplora la dissociazione tra mente e corpo e si serve di una serie di soluzioni formali per rendere visibile l’irriducibilità del trauma: non un racconto di resilienza, ma una riflessione su come un evento primordiale possa modellare un’intera esistenza.
Location e calendario delle riprese
Le riprese si svolgeranno interamente nella città metropolitana di Roma, con tappe tra Zagarolo e il Pigneto. Il calendario ufficiale prevede scene a Zagarolo presso il parco giochi in piazza della Pace il sabato 30 maggio e la domenica 31 maggio, mentre il set si trasferirà al Pigneto per girare all’Ellington Club (Via Anassimandro, 15) il lunedì 1 e il martedì 2 giugno. Queste scelte di luogo contribuiscono a costruire atmosfere concrete e al contempo inquietanti, fondendo spazi urbani e zone più isolate per una resa visiva calibrata.
Impatto dei luoghi sulla narrazione
Il parco giochi e il club del Pigneto non sono semplici scenografie: diventano presenze narrative. La regia sfrutterà il contrasto tra il senso di pubblica familiarità degli esterni e l’intimità claustrofobica di alcuni interni per accentuare il senso di alienazione della protagonista. La collocazione geografica aiuta a modulare luci e suoni, e a imprimere al racconto quel tono onirico che sottolinea la rottura tra memoria e percezione.
Stile registico e linguaggio visivo
Esposito adotta tecniche non convenzionali: saranno presenti campi lunghi fissi e riprese dall’alto che osservano le azioni come se fossero sogni dettagliati, oltre a una fotografia che gioca intensamente con colori e contrasti. L’uso di queste soluzioni mira a creare una distanza critica tra lo spettatore e l’evento narrato, mettendo in luce la natura frammentata della memoria. Il linguaggio visivo è pensato per suggerire, più che spiegare, e per trasmettere emozioni con immagini e silenzi studiati.
Esempi tecnici e funzione emotiva
Le inquadrature dall’alto, alternate a campi fissi, servono a raccontare la perdita di controllo e la separazione tra corpo e ricordo. L’alternanza cromatica, dal freddo al caldo, sottolineerà momenti di tensione e di illusione. A questo si aggiungono scelte di sound design e colonna sonora che lavorano come elemento strutturante: Alice Zagariello al suono e Giovanni Santolla (The Spoiled) per le musiche originali contribuiscono a creare l’architettura emotiva del film.
Cast, troupe e intenti narrativi
Al centro del cast c’è Naomi Lucino, cui si affiancano figure eterogenee come la Drag Queen Maruska, Giulia Francia e Angelo De Angelis. Sul fronte produttivo e organizzativo la troupe include Mike Montagna (aiuto regista e produttore esecutivo), Daniele Iannini alla fotografia, DemadeUrbano alla scenografia e Sabrina Bastone ai costumi, in collaborazione con l’artista tritticoblu. Questa compagine mista promette un approccio artigianale e attento ai dettagli.
Temi e conclusione narrativa
Il fulcro tematico di Blue Dream è la persistenza del trauma e il suo potere di orientare le scelte future. Il corto esplora anche idee più speculative: nella stesura si menziona l’ interpretazione a molti mondi, che introduce il tema di realtà alternative e di un possibile incontro fugace con ciò che la protagonista avrebbe potuto essere. Il film, più che offrire risposte, vuole provocare domande sul rapporto tra memoria, identità e possibilità non vissute.
Prodotto da Officine Culturali, Blue Dream è già considerato un progetto distintivo nella nuova scena indipendente italiana. Le riprese imminenti e la qualità del team artistico fanno sperare in un cortometraggio capace di lasciare un segno, stimolando riflessioni profonde sul modo in cui il passato plasma il presente e il futuro.



