Il dirigente Fabio Baccelliere ha firmato, lo scorso 15 settembre una circolare destinata a tutti i tre plessi dell’Istituto Comprensivo Artemisia Gentileschi di Centocelle. L’obiettivo è fissare un dress code preciso, volto a garantire sia il decoro sia la sicurezza degli alunni di Scuola dell’Infanzia, primaria e media. La nota, intitolata “disposizioni in merito all’abbigliamento scolastico adeguato e norme di sicurezza”, passa dal semplice invito a vestirsi in modo decoroso a un vero e proprio regolamento con conseguenze concrete.
Capo vietati e motivazioni di sicurezza
La circolare elenca in modo dettagliato i capi ritenuti inappropriati: pantaloncini estremamente cortimagliette corte o crop topcanottiere indumenti che lasciano intravedere l’intimo e qualsiasi vestito definito “eccessivamente sbracato”. Anche le calzature non aderenti al tallone, come ciabatte da spiaggia e infradito, sono bandite, in quanto aumentano il rischio di cadute e lesioni, in linea con il decreto sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e di studio. Nella palestra, ad esempio, è obbligatorio indossare pantaloni sportivi, maglietta di cotone e scarpe da ginnastica pulite, con suola adeguata e lacci ben allacciati, per prevenire scivolamenti e distorsioni.
Procedura di controllo e sanzioni
Il vero punto di svolta riguarda l’applicazione delle regole. La circolare prevede una procedura a due stadi: al primo episodio di non conformità, il docente effettua un richiamo verbale. Se lo studente persiste, la scuola annota l’infrazione sul Registro Elettronico avvisa la famiglia e, se necessario, richiede un cambio d’abito obbligatorio. I soggetti incaricati del monitoraggio sono sia i professori sia il personale ATA, che devono segnalare ogni violazione. Le famiglie, inoltre, sono invitate a “intercettare e guidare” le scelte dei loro figli prima che escano di casa, affinché la scuola resti un luogo “sicuro, formativo e di rispetto reciproco”.
Come si differenzia Gentileschi dagli altri istituti romani
Altri indirizzi scolastici della Capitale adottano elenchi di capi sconsigliati, ma raramente prevedono un controllo attivo. Al Liceo Vittoria Colonna sono vietati bermuda, canottiere, jeans altamente strappati, maglie troppo corte o attillate, ciabatte, infradito, tacchi e zeppe alte. Il Cannizzaro dell’Eur vieta shorts sopra il ginocchio e indumenti eccessivamente scollati, includendo anche gli adulti. L’Istituto Magarotto di Casal Lumbroso suggerisce di evitare un “abbigliamento da spiaggia o da discoteca”, e regolamenti simili compaiono al Tasso e all’Emilio Sereni. La differenza sostanziale è che a Gentileschi qualcuno deve vigilare segnalare l’inadempienza e, quando necessario, richiedere lo scambio di capo. Nessuna altra scuola elenca espressamente la possibilità di obbligare un alunno a cambiare vestiti durante l’orario scolastico.
Il nuovo protocollo ha suscitato dibattiti tra genitori, studenti e staff. Alcuni ritengono che l’intervento diretto del personale scolastico sia necessario per preservare un ambiente di apprendimento ordinato e sicuro; altri temono una possibile invasione della privacy personale. In ogni caso, la misura resta valida nei tre plessi dell’istituto e sarà monitorata attraverso le note sul registro e le comunicazioni con le famiglie, con l’obiettivo di rendere la scuola un “luogo sicuro, formativo e di rispetto reciproco”.



