Oggi a Viterbo è stato inaugurato un nuovo centro diurno che rappresenta un importante passo avanti nell’assistenza e nell’inclusione delle persone con disabilità mentale. La struttura, situata in strada Campo delle Rose, è stata realizzata dalla Fondazione Campo delle Rose Ets un’entità nata con l’obiettivo di offrire un sostegno concreto alle famiglie e nuove opportunità di assistenza.
Un progetto nato da un’esperienza personale
L’idea del centro è nata dall’esperienza personale di Franca Sassara presidente e ideatrice della Fondazione, e di suo marito Riccardo Di Biagio. La coppia, genitori di un figlio affetto da una grave patologia, ha deciso di creare un luogo capace di accogliere altri ragazzi e di offrire alle loro famiglie un supporto che, secondo la Fondazione, rappresentava una necessità ancora presente sul territorio viterbese.
I lavori della struttura sono stati avviati inizialmente a spese della stessa famiglia Sassara-Di Biagio. La successiva nascita della Fondazione ha avuto anche lo scopo di garantire continuità al progetto nel tempo, affinché l’iniziativa possa proseguire anche in futuro.
Una struttura pensata per l’inclusione
Il centro avrà una capacità volutamente contenuta: 20 persone potranno usufruire del servizio diurno, mentre 12 posti saranno disponibili per il servizio che comprende anche l’accoglienza notturna. Una scelta pensata per evitare che la struttura assuma le caratteristiche di un istituto tradizionale e per mantenere invece un’impostazione orientata alla persona e alla costruzione di nuove opportunità.
Le attività saranno sviluppate con il coinvolgimento di specialisti, chiamati a collaborare all’interno della struttura e a seguire i percorsi degli utenti, monitorandone i progressi e le diverse iniziative.
Un’inaugurazione di rilievo
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato numerose personalità di rilievo, tra cui la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna i consiglieri regionali Daniele SabatiniGiulio Zelli e Alessandra Troncarelli la sindaca di Viterbo Chiara Frontini il presidente della Provincia Alessandro Romoli e gli assessori comunali Emanuele Aronne e Rosanna Giliberto.
Dopo il taglio del nastro, la struttura è stata benedetta da don Fabrizio Pacelli. Nel corso della cerimonia è stata inoltre presentata l’opera “La famiglia”, donata al centro dall’artista Cesare Bozzini.
Un modello innovativo di assistenza
L’obiettivo dichiarato dalla Fondazione è quello di contribuire a colmare una parte delle carenze assistenziali presenti sul territorio e, allo stesso tempo, costruire un progetto destinato a durare nel tempo, mettendo al centro le persone con autismo e le loro famiglie.
Franca Sassara ha sottolineato che il centro deve colmare almeno in parte le esigenze di assistenza e le iniziative di cui necessitano le persone affette dallo spettro autistico. La presidente ha anche raccontato la storia di uno dei suoi figli, affetto da una grave patologia che ha ispirato l’idea del centro.
“Conosciamo la disperazione – ha detto Franca Sassara – e nella speranza di riportare presto nostro figlio a casa, io e mio marito Riccardo Di Biagio abbiamo avuto l’idea di accogliere qui i ragazzi. A nostre spese abbiamo iniziato i lavori della struttura che oggi vedete. È un’iniziativa che mancava nel viterbese, nata per affiancare le famiglie e garantire assistenza ai ragazzi. La fondazione invece, nasce per far sì che resti viva l’iniziativa anche dopo la nostra morte.”
La presidente ha poi spiegato che l’accoglienza sarà per un numero limitato di utenti, 20 per il servizio diurno e 12 per il servizio anche notturno. “Così da scongiurare il pericolo di diventare un istituto vecchio stampo – ha tenuto a precisare la presidente della fondazione -. Vogliamo lavorare costantemente, affinché si possano offrire nuove opportunità.”
“I propositi nascono con il consulto e la collaborazione di specialisti in materia che collaboreranno all’interno della struttura e monitoreranno progressi e iniziative – ha concluso -. La nostra fondazione ha il coraggio di colmare vuoti e la caparbietà per raggiungere la meta con il sorriso.”



