In un’epoca segnata da conflitti e tensioni globali, due ex poliziotti italiani hanno deciso di intraprendere un viaggio simbolico per promuovere la pace. Giuliano Maltempi e Antonio Attolico, membri dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (ANPS) stanno percorrendo a piedi la Via Micaelica un antico cammino che collega Roma a Monte Sant’Angelo, in Puglia.
Il loro viaggio, partito il 9 settembre 2026, è un gesto concreto di vicinanza alle persone più deboli e fragili, realizzato anche grazie alla collaborazione delle Sezioni ANPS e delle istituzioni locali incontrate lungo il percorso.
Un cammino di 533 chilometri per la pace
Il progetto “Insieme con il Pellegrino sulla Via della Pace” è stato promosso dall’ANPS e prevede un percorso di circa 533 chilometri, suddiviso in 20 tappe. I due pellegrini, partiti dalla Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, arriveranno a Monte Sant’Angelo il 28 settembre, alla vigilia della festività di San Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato.
“Durante il cammino – ha dichiarato Giuliano Maltempi – intendo trasmettere serenità a tutti coloro che incontro. Il mio messaggio è quello della pace, una condizione sociale sempre più messa in pericolo dalle tensioni interne e da quelle esterne con la sopraffazione e la morte di tanti innocenti. Riproporre l’antica formula del pellegrinaggio a piedi per me è un modo per diffondere quiete e distensione.”
Le tappe principali del viaggio
Tra le tappe più significative del cammino ci sono Castel Gandolfo, Velletri, Norma, Priverno, Fossanova, Terracina, Fondi, Gaeta, Minturno, Caserta, Marcianise, Benevento e Foggia. Ogni tappa è un’occasione per incontrare le comunità locali, le istituzioni e i giovani, per promuovere la cultura della pace e della solidarietà.
Il 9 settembre, i due pellegrini sono stati accolti a Castel Gandolfo da don Antonio Salimbeni, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dello Sport, Turismo e Tempo Libero della Diocesi di Albano, in rappresentanza del vescovo monsignor Vincenzo Viva. Presenti anche gli assessori del Comune di Castel Gandolfo Francesca Barbacci e Tiziano Mariani, insieme ai rappresentanti dell’ANPS.
Il significato spirituale del cammino
Il cammino fisico rappresenta anche un percorso interiore, un invito a costruire e custodire la pace. Don Antonio Salimbeni ha ringraziato i due pellegrini per la testimonianza offerta, richiamando il significato del cammino come occasione di conversione del cuore e come terreno sul quale può germogliare una pace autentica.
“Percorrere centinaia di chilometri significa portare, passo dopo passo, un messaggio di dialogo, solidarietà e vicinanza a chi soffre. Ci auguriamo che ogni tappa diventi un momento di incontro con i cittadini, le istituzioni e soprattutto con i giovani, perché la cultura della pace si costruisce insieme, ogni giorno”, ha dichiarato il presidente della Sezione ANPS di Latina, Rolando Cardinali.
Durante il percorso, saranno realizzati fotografie, filmati e collegamenti per raccontare l’iniziativa attraverso i canali dell’ANPS. Al termine del cammino sarà consegnato il “Testimonium dei Pellegrini” a testimonianza dell’intero tragitto compiuto.
Il viaggio di Giuliano Maltempi e Antonio Attolico è un esempio di come il cammino possa diventare un mezzo per promuovere la pace e la riconciliazione, unendo le persone e le comunità lungo un percorso che ha radici profonde nella storia e nella spiritualità.



