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La protesta dei Castelli Romani contro l’inceneritore di Santa Palomba arriva al Vaticano

Una lettera aperta al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e al Centro di Alta Formazione Laudato Si' denuncia i rischi ambientali dell'inceneritore di Santa Palomba.

La protesta dei Castelli Romani contro l’inceneritore di Santa Palomba arriva al Vaticano

Un gruppo di 670 cittadini dei castelli romani ha inviato una lettera aperta al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e al Centro di Alta Formazione Laudato Si’ di Castel Gandolfo esprimendo preoccupazione per il progetto dell’inceneritore di Santa Palomba. L’iniziativa, resa pubblica da Attilio Ferraccioli ex consigliere comunale di Albano Laziale mira a sensibilizzare le istituzioni vaticane sulle possibili conseguenze ambientali dell’impianto.

La lettera, inviata il 18 agosto 2026 è indirizzata a suor Raffaella Petrini presidente del Governatorato, e al cardinale Fabio Baggio direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato Si’. I cittadini sottolineano la vicinanza dell’inceneritore alle Ville Pontificie di Castel Gandolfo sede del Borgo Laudato Si’ un progetto dedicato all’ecologia integrale promosso da Papa Francesco.

Le preoccupazioni ambientali e la vicinanza al Borgo Laudato Si’

Il documento evidenzia le potenziali ricadute ambientali dell’inceneritore, destinato a trattare circa 600mila tonnellate di rifiuti all’anno. I firmatari temono che le emissioni e il consumo idrico dell’impianto possano compromettere le coltivazioni biologiche e le attività didattiche del Centro Laudato Si’.

La lettera richiama l’attenzione sugli strumenti giuridici internazionali che imporrebbero una valutazione preventiva degli impatti ambientali transfrontalieri. Vengono citate la Convenzione di Ginevra del 1979 e la Convenzione di Espoo del 1991 oltre all’articolo 7 del Trattato Lateranense che tutela i beni della Santa Sede.

Le richieste ai vertici vaticani

I cittadini chiedono al Vaticano di esprimere le proprie preoccupazioni presso gli organi diplomatici italiani, richiamando la tutela dei beni vaticani e delle comunità locali. La lettera sottolinea l’importanza di un intervento autorevole per riconsiderare la localizzazione dell’impianto.

L’iniziativa si inserisce in un contesto di forte opposizione al progetto da parte di amministrazioni locali, associazioni ambientaliste e comitati. I firmatari sperano che il Vaticano possa sostenere la loro posizione, contribuendo a proteggere il territorio e le attività del Centro Laudato Si’.

Il contrasto tra ecologia integrale e impianto industriale

La mobilitazione assume un significato particolare in un momento di alta attenzione per il Borgo Laudato Si’ dedicato alla cura del creato e alla tutela dell’ambiente. Mentre il centro promuove l’ecologia integrale, l’inceneritore di Santa Palomba rappresenta un progetto impiantistico di grandi dimensioni, con possibili impatti significativi sull’area circostante.

I cittadini dei Castelli Romani sperano che la loro lettera possa aprire un nuovo fronte di dialogo, coinvolgendo le istituzioni vaticane nella difesa del territorio e delle attività ecologiche promosse dal Centro Laudato Si’.

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