In un angolo remoto delle montagne, due amici inseparabili, Marco e Mauro avevano l’abitudine di esplorare sentieri e scoprire angoli nascosti. La loro passione per la natura li portava spesso a cercare luoghi dove poter ascoltare l’eco delle loro voci, un fenomeno che li affascinava da sempre.
Un giorno, mentre si trovavano in un punto particolarmente favorevole per l’eco, Marco propose di pronunciare delle parole buffe. Mauro accettò con entusiasmo, e così iniziarono a urlare frasi divertenti, ridendo delle risposte dell’eco.
L’incontro con l’eco parlante
Tra le risate, Mauro esclamò: Ciufolone! L’eco ripeté: …one, one… Ma improvvisamente, una voce proveniente dalla parete di fronte disse: Che cosa mi state dicendo, piccoli ragazzi? I due amici si abbracciarono, impauriti.
Marco e Mauro si guardarono, cercando di capire chi avesse parlato. Mauro sussurrò: Chi avrà parlato? Marco rispose: Non lo so. Non può essere l’eco, ti pare? L’eco rispose: Areee…aree… Perché non posso essere proprio io, ditemi un pò? I due ragazzini fuggirono a gambe levate.
Il ritorno al luogo dell’incontro
Il giorno successivo, l’irresistibile curiosità spinse Marco e Mauro a tornare sul luogo dell’incontro. Con le gambe tremolanti, si arrampicarono fino al punto conosciuto. Mauro formulò una domanda: Chi sei? Ti vogliamo conoscere…
L’eco rispose: …oscere, oscere… Sono l’eco di questo monte, ve l’ho detto. I ragazzi presero coraggio e continuarono la conversazione. Marco disse: E’ impossibile che tu parli. Non sei una persona. L’eco replicò: E’ vero. Non sono una persona, ma sono una voce e, con la voce, posso parlare con chiunque.
La lezione dell’eco
L’eco continuò: Per esempio, che siete dei birbantelli e dovete avere rispetto per la montagna e le sue voci. Marco e Mauro risposero: Noi stavamo solo giocando con l’eco… L’eco replicò: E l’eco sa parlare, sa pensare e, per di più, sa vedere nel cuore.
Marco chiese: Davvero? Che cosa vedi nel cuore? L’eco rispose: Vedo che siete dei bravi ragazzini, rispettosi e amanti della montagna. Solo che, qualche volta, vi comportate da sciocchini.
L’eco che risuona nelle valli
L’eco propose: Coraggio, dite una parola stupenda e io farò l’eco più bello di cui sono capace. I due amici pronunciarono quasi contemporaneamente: cuore e amore. L’eco rispose: cuoreee… amoreee…
Tante onde sonore si diffusero di montagna in montagna, di luogo in luogo. Ogni eco le riportò agli orecchi dei tanti turisti sparsi per le valli, i quali, al ritorno, ricordarono quell’episodio come il più straordinario avvenimento accaduto durante la loro vacanza.



