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Ristretti in agosto: la Camera Penale di Tivoli visita il carcere di Rebibbia

Una delegazione di avvocati e il Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Tivoli hanno visitato il carcere di Rebibbia, scoprendo condizioni critiche.

Ristretti in agosto: la Camera Penale di Tivoli visita il carcere di Rebibbia

In un’iniziativa che punta i riflettori sulle condizioni delle carceri italiane, la Camera Penale di Tivoli ha partecipato alla terza edizione di “Ristretti in agosto” promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Unione delle camere penali italiane (UCPI). Venerdì 28 agosto, una delegazione di avvocati ha visitato la Casa Circondariale “Raffaele Cinotti” di Roma Rebibbia Nuovo Complesso accompagnata per la prima volta dal dottor Marcello Rescigno Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Tivoli.

Una delegazione impegnata per la giustizia

La visita ha visto la partecipazione di Fabio Frattini Presidente della Camera Penale di Tivoli, Roberta Sabatini Segretaria, e i membri del Direttivo Carmelo Tripodi e Francesco Fratini. Insieme a loro, gli iscritti Antonio ToderoMonica RossiDeborah SoriaNicoletta PacificiValentina Valentini e Claudio Ronzani hanno esplorato diversi settori del carcere, dialogando con i detenuti e ascoltando le loro storie.

Condizioni critiche e sovraffollamento

I dati diffusi dall’Osservatorio Carcere dipingono un quadro allarmante: al 2 luglio 2026, i 189 penitenziari italiani ospitavano 64.758 detenuti contro i 51.183 posti regolamentari disponibili. Solo 46.423 posti erano effettivamente utilizzabili, con un tasso di sovraffollamento vicino al 140%. 78 istituti superavano addirittura il 150% di affollamento.

La situazione è particolarmente critica a Rebibbia, dove oltre 1.500 detenuti vivono in uno spazio autorizzato per 1.100 persone. A questo si aggiunge il drammatico bilancio dei decessi: 116 persone sono morte “in e di” carcere, tra cui 33 suicidi.

Le parole del Presidente Frattini

“Quest’anno” ha commentato Fabio Frattini“un ringraziamento particolare va al dottor Marcello Rescigno che ha partecipato alla visita dimostrando una particolare sensibilità e attenzione alle terribili condizioni di vita dei detenuti. Nei prossimi giorni verrà condivisa una relazione dettagliata della visita odierna.”

La visita ha permesso di incontrare detenuti di tutte le Sezioni, ad eccezione di quelli reclusi al 41 Bis dall’alta sicurezza alla media sicurezza, passando per i “comuni”, i transgender, gli psichiatrici e i sex offender. Un’ulteriore testimonianza delle complesse dinamiche che caratterizzano il sistema penitenziario italiano.

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