La Neurochirurgia dell’ASL di Latina ha compiuto un passo significativo verso l’innovazione tecnologica acquisendo un moderno sistema di microscopia digitale dotato di telecamera orbitale 3D 4K montata su un braccio semi-robotizzato. L’apparecchiatura trasferisce l’area operatoria su grandi schermi ad alta definizione, offrendo una visione tridimensionale estremamente dettagliata che supporta procedure complesse e di lunga durata.
L’investimento complessivo per la dotazione è stato di 508mila euro, con un contributo predominante della Fondazione Roma. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la Direzione Generale dell’ASL di Latina, la UOC di Neurochirurgia e l’Ingegneria Clinica aziendale, che hanno seguito tutte le fasi dalla scelta tecnica all’installazione in sala operatoria.
Caratteristiche tecniche e vantaggi pratici per chi opera e per il paziente
Il nuovo sistema si differenzia dai microscopi chirurgici tradizionali perché converte il campo operatorio in immagini ad altissima risoluzione visualizzate su monitor, anziché tramite oculari ottici. Questa impostazione offre al chirurgo una visualizzazione 3D ingrandita e nitida, che facilita la dissezione e la manipolazione in aree delicate come la testa, il collo e il rachide. La possibilità di lavorare su immagini 4K migliora la percezione dei dettagli anatomici e dei piani patologici.
Dal punto di vista ergonomico, la soluzione riduce l’affaticamento dell’équipe: la postura di lavoro è meno vincolata agli oculari e l’accesso visivo su schermo consente rotazioni e movimenti più naturali durante interventi che possono durare molte ore. Questo si traduce in maggiore precisione minore stanchezza e potenzialmente in tempi chirurgici ridotti, con conseguenti benefici anche sulla durata del ricovero postoperatorio.
Impatto sulle attività chirurgiche
La maggiore efficienza intraoperatoria e il controllo visivo avanzato potrebbero incrementare il numero di procedure che la Neurochirurgia è in grado di sostenere, coprendo l’intero spettro delle patologie craniche e spinali trattate presso l’ospedale. In concreto, il nuovo sistema è particolarmente indicato per interventi ad alta complessità, dove ogni millimetro di precisione può fare la differenza nel risultato clinico.
Finanziamento, responsabilità sociale e ruoli istituzionali
L’acquisizione dello strumento è stata resa possibile da un finanziamento totale di 508mila euro, con la Fondazione Roma come contributore principale. La Fondazione ha motivato il sostegno come parte di un impegno a favore di interventi concreti in ambito sanitario, volti a mettere la tecnologia a disposizione dei professionisti e dei pazienti del territorio.
La Direzione Generale dell’ASL di Latina ha sottolineato che l’introduzione di questa tecnologia rappresenta un miglioramento della qualità delle cure offerte. La collaborazione tra la direzione, la UOC di Neurochirurgia e l’Ingegneria Clinica ha permesso di integrare il dispositivo nella routine clinica con attenzione ai protocolli di sicurezza e all’adeguamento dei percorsi operatori.
Dichiarazioni ufficiali e motivazioni
La direttrice generale dell’ASL ha evidenziato come il nuovo investimento risponda all’obiettivo di garantire cure sempre più sicure e moderne, ringraziando la Fondazione per il sostegno che è stato definito generoso e responsabile. Dal lato della Fondazione, il rappresentante coinvolto nel progetto ha ribadito la volontà di sostenere progetti capaci di produrre un impatto diretto sulla vita delle persone, contribuendo a rendere disponibili strumenti all’avanguardia per la sanità pubblica.
L’apparecchiatura non sostituisce le competenze del team medico, ma ne amplifica la capacità di intervenire con precisione in scenari operatori complessi, con ricadute attese sulla sicurezza dei pazienti e sull’efficienza del reparto.



