Un maestro di judo di 71 anni è stato arrestato con l’accusa di aver commesso atti di violenza sessuale nei confronti di una bambina di dieci anni durante il periodo estivo all’interno di un centro estivo nel quartiere del Pigneto a Roma, con la denuncia presentata il 30 luglio e l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare a seguito delle indagini.
Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2026. Il caso ha suscitato allarme sulla sicurezza dei minori nelle strutture ricreative e ha portato a verifiche sulla gestione e sui controlli del personale. L’arresto è stato disposto dalla procura di Roma e avvenuto dopo accertamenti svolti anche dal commissariato di polizia di Porta Maggiore; l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari ha documentato la ricostruzione dei fatti.
Denuncia e prime verifiche
La vicenda è emersa quando la madre della bambina ha segnalato un cambiamento nel comportamento della figlia, che ha poi riferito gli abusi. La denuncia è stata raccolta al commissariato e ha dato avvio a accertamenti medici e investigativi. Secondo l’ordinanza, i presunti episodi sono avvenuti tra il 20 e il 30 luglio mentre la minore frequentava il centro estivo allestito in una scuola del Pigneto.
Ricostruzione dei fatti e posizione dell’indagato
L’uomo, noto negli ambienti delle arti marziali come maestro di judo e impiegato come addetto alla segreteria e alle iscrizioni del centro, avrebbe approfittato del suo ruolo per avvicinare la minore e compiere gli abusi. La bambina, nata nel 2016, ha riferito di essere stata toccata all’interno delle mutandine in almeno due occasioni quando si trovava da sola con l’uomo; la mattina successiva alla prima segnalazione i genitori hanno accompagnato la figlia in ospedale, dove durante il colloquio con gli specialisti la minore ha confermato quanto raccontato e ha indicato che non si sarebbe trattato del primo episodio.
Provvedimenti, contestazioni e indagini in corso
Il provvedimento a carico dell’uomo contesta il reato di violenza sessuale aggravata in relazione all’età della vittima (inferiore ai quattordici anni), l’abuso delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della minore e l’aver sfruttato l’affidamento derivante dal ruolo nel centro estivo. La responsabile della struttura ha disposto l’allontanamento dell’addetto dopo le prime segnalazioni e una educatrice ha contattato la madre per verificare quanto raccontato dalla bambina.
Emergono inoltre elementi relativi a precedenti denunce a carico dell’uomo per episodi di pedofilia, circostanza che è ora oggetto di approfondimenti da parte degli inquirenti. Le autorità hanno avviato accertamenti per stabilire eventuali responsabilità aggiuntive e per verificare se siano necessari ulteriori interventi di tutela nei confronti dei minori coinvolti.
Le indagini proseguono con acquisizione di testimonianze e atti; rimangono aperti gli accertamenti per chiarire l’entità dei fatti e individuare eventuali ulteriori situazioni di rischio all’interno della struttura.



