La sicurezza delle piscine è diventata una priorità assoluta dopo una serie di tragici incidenti che hanno coinvolto soprattutto bambini. La Camera ha approvato un emendamento al decreto legge Sport che impone la chiusura degli impianti con bocchettoni di aspirazione non a norma, per evitare l’effetto ventosa che può risucchiare i bagnanti.
Questa misura arriva in seguito a una serie di incidenti mortali, tra cui la morte di un bambino di cinque anni a Monterotondo, vicino Roma, durante un centro estivo. La Procura di Tivoli ha indagato tre persone per omicidio colposo, mentre i genitori del piccolo, che lavorano in Lussemburgo, cercano risposte su quanto accaduto.
L’emendamento bipartisan e le nuove norme
L’emendamento, presentato dalla commissione Cultura e sostenuto da tutti i gruppi parlamentari, si applica a tutte le piscine, pubbliche e private. I gestori dovranno mettere in sicurezza le strutture o chiudere gli impianti. Il provvedimento istituisce anche un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche.
Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, ha sottolineato che il provvedimento è nato alla luce degli ultimi incidenti, per garantire che nelle piscine ci siano tutte le attenzioni previste dal punto di vista tecnologico.
L’incidente di Monterotondo e le indagini
L’ennesima tragedia è avvenuta a Monterotondo, dove un bambino di cinque anni ha perso la vita mentre faceva il bagno con gli amichetti del centro estivo. La Procura di Tivoli ha indagato tre persone, tra cui un animatore di 30 anni, per omicidio colposo. Gli accertamenti dovranno stabilire se l’animatore fosse abilitato ad assistere i minori in piscina e se potesse seguirne così tanti da solo.
Le telecamere hanno filmato i primi soccorsi, ma il cloro non sembra essere la causa della morte. La piscina è stata sequestrata in via preventiva dai Carabinieri del Gruppo di Ostia e della compagnia di Monterotondo, coordinati dalla Procura di Tivoli.
I dati allarmanti e le critiche delle opposizioni
Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sono 604 gli annegamenti registrati in Italia nel biennio 2026-2026, di cui 37 avvenuti nelle piscine. L’Organizzazione mondiale della sanità evidenzia che l’annegamento causa nel mondo oltre 300.000 decessi all’anno, con quasi un quarto delle vittime bambini di età inferiore ai cinque anni.
Le opposizioni hanno criticato il governo per aver portato la norma in Aula all’ultimo momento e per un testo giudicato troppo generico. La deputata del M5s Gilda Sportiello ha denunciato che nel testo si parla di un sistema di messa in sicurezza senza spiegare quale sia, mentre la deputata del Pd Ilenia Malavasi ha bollato come vergognose le parole del ministro Nello Musumeci, che aveva attribuito il rallentamento a interessi lobbistici.
Nonostante le critiche, il provvedimento rappresenta un passo importante verso la sicurezza delle piscine, con l’obiettivo di prevenire ulteriori tragedie e garantire un ambiente sicuro per tutti i bagnanti.



