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De Niro a Roma per i 50 anni di Novecento: aneddoti e ricordi dal set

Robert De Niro torna a Roma per celebrare i 50 anni di Novecento di Bernardo Bertolucci. L'attore ha condiviso aneddoti sul set e ricordi dei ristoranti emiliani frequentati durante le riprese.

De Niro a Roma per i 50 anni di Novecento: aneddoti e ricordi dal set

Robert De Niro è tornato a Roma per celebrare un anniversario speciale: i 50 anni di Novecento il capolavoro di Bernardo Bertolucci. Durante un evento a piazza San Cosimato, l’attore ha condiviso ricordi e aneddoti sulle riprese del film, rivelando dettagli inediti sulla sua collaborazione con il regista italiano.

De Niro ha descritto Bertolucci come una persona simpatica e affascinante capace di creare un ambiente di lavoro unico. Tra i ricordi più vividi, l’attore ha menzionato le esperienze culinarie durante le riprese, in particolare i ristoranti di Reggio Emilia dove il regista li portava spesso. “Bernardo ci ha fatto scoprire alcuni dei migliori ristoranti della zona”, ha raccontato De Niro, sottolineando quanto queste esperienze abbiano arricchito il suo soggiorno in Italia.

Le sfide del set e la magia del cinema

Le riprese di Novecento sono state un’esperienza complessa ma indimenticabile per De Niro. Il film, che racconta la storia di due amici con destini paralleli durante il periodo del fascismo, ha richiesto un impegno straordinario. “Era un progetto ambizioso, con un cast internazionale e una produzione lunga e impegnativa”, ha spiegato l’attore. “Ogni attore parlava la propria lingua, creando una sorta di Babele creativa sul set.”

De Niro ha anche rivelato che Bertolucci aveva un metodo di lavoro diverso da quello a cui era abituato. “All’inizio ero un po’ intimidito”, ha ammesso. “Bernardo aveva un approccio molto europeo, diverso da quello americano. Ma alla fine, ho capito che era un poeta del cinema capace di creare qualcosa di unico.”

Il successo di Novecento e il suo impatto culturale

Novecento è diventato un cult del cinema, celebrato per la sua profondità e la sua capacità di raccontare la storia italiana. Il film, presentato fuori concorso a Cannes nel 1976, ha avuto un impatto duraturo sulla cultura cinematografica. “Era un’opera destinata a restare nel tempo”, ha detto De Niro. “Bernardo lo ha fatto per la gente, per dare voce a chi era nel giusto.”

Il successo del film è stato tale che le major americane hanno offerto a Bertolucci la possibilità di produrre altri progetti. “Dopo l’uscita di Ultimo tango a Parigi, gli americani erano disposti a finanziare qualsiasi cosa”, ha raccontato De Niro. “Ma Bernardo ha scelto di fare Novecento, un film che raccontava la lotta di classe e la caduta del fascismo.”

I ricordi di Sergio Leone e le possibilità future

Durante l’evento, De Niro ha anche parlato di Sergio Leone, un altro grande regista con cui ha collaborato. “Sergio era un uomo pieno di senso dell’umorismo e di talento”, ha ricordato l’attore. “Era fantastico lavorare con lui, e magari un giorno faremo ancora uno o due film insieme.”

De Niro ha concluso l’incontro con un messaggio di speranza e un ringraziamento all’Italia. “God bless Italy”, ha detto, salutando la folla in delirio. Il restauro di Novecento, realizzato con il contributo di 20th Century Fox, Paramount Pictures, Istituto Luce-Cinecittà e Cineteca di Bologna, ha permesso a una nuova generazione di apprezzare questo capolavoro del cinema.

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