L’antico anfiteatro di Tusculum, situato nei pressi dei Castelli Romani e Prenestini, sta per rivelare nuovi segreti grazie a un progetto di ricerca e valorizzazione promosso dalla Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini e dalla Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma CSIC. Questo monumento, fino ad oggi poco indagato, è al centro di un’attività di scavo e studio che promette di arricchire la nostra conoscenza del patrimonio storico locale.
Un progetto di ricerca trentennale
La Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma CSIC (EEHAR-CSIC) è impegnata da oltre trent’anni nella ricerca archeologica sul sito dell’antica Tusculum. La campagna di scavo del 2026 si è concentrata sulla ripresa dello studio dell’anfiteatro, con attività di pulizia e rilievo delle strutture ancora visibili. Questo lavoro rappresenta il primo passo verso uno studio approfondito del monumento.
“La ripresa degli studi sull’Anfiteatro rappresenta un passaggio necessario per approfondire la conoscenza di uno degli edifici più significativi e paesaggisticamente più belli di Tusculum”, dichiara Antonio Pizzo Direttore della EEHAR-CSIC. “Il recupero, la valorizzazione e soprattutto la tutela di questo straordinario bene archeologico sono obiettivi imprescindibili per garantirne la conservazione e l’inserimento fra i monumenti da restituire alla collettività.”
La campagna Art Bonus per il restauro
La Comunità Montana ha sostenuto le attività dell’Ente spagnolo attraverso uno stanziamento economico che ha permesso di realizzare parte degli interventi di bonifica dalla vegetazione infestante. Tuttavia, per una piena valorizzazione dell’Anfiteatro, sono necessari ulteriori interventi di bonifica e sistemazione dell’area. Per questo, la Comunità Montana ha deciso di attivare una campagna Art Bonus per raccogliere fondi destinati alla manutenzione, restauro e messa in sicurezza delle strutture archeologiche.
“L’Art Bonus è un importante strumento che consente a tutti i cittadini che, per senso civico o cultura d’impresa hanno voglia di sostenere il patrimonio culturale, di partecipare concretamente alla realizzazione di un progetto”, dichiara il commissario Avv. Marco de Carolis. “I mecenati che accoglieranno l’invito, ci aiuteranno a vedere realizzato il sogno di aprire al pubblico questa straordinaria testimonianza dell’antica Tusculum.”
Visite guidate e apertura straordinaria
Sabato 4 luglio, l’Anfiteatro sarà eccezionalmente aperto al pubblico con due visite guidate alle ore 11 e alle ore 12, curate dalla dott.ssa Rosy Bianco ricercatrice della EEHAR CSIC. I visitatori avranno così modo di vedere le strutture liberate dalla vegetazione infestante e conoscere le ultime novità sugli studi in corso. Le visite guidate sono gratuite, con obbligo di prenotazione a prenotazioni@.
La storia dell’anfiteatro di Tusculum
L’anfiteatro di Tusculum costituisce uno dei principali edifici per spettacoli della città. La prima rappresentazione del monumento si deve ad Antonio da Sangallo il Giovane che ne disegnò alcuni particolari. Agli inizi dell’Ottocento, i primi scavi portarono alla luce parte delle strutture dell’edificio, rendendo possibile rilevarne la pianta. Tra i protagonisti di questa stagione iniziale di studi, si ricordano A. Uggeri (1800-1828), A. AngeliniC. Fea (1828) e soprattutto L. Canina (1841, 1858).
Tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, altri studiosi si approcciarono allo studio del monumento, tra cui l’architetto T. Garnier (1908), G. Grossi Gondi (1908) e Th. Ashby (1910). Il più recente studio architettonico del monumento si deve a L. Quilici e S. Quilici Gigli (1997), che dimostrarono che molte delle ricostruzioni tradizionali necessitavano di una revisione sostanziale.
Situato al di fuori dell’abitato antico, l’anfiteatro di Tusculum fu realizzato sfruttando una valle naturale posta sul fianco del colle. L’adattamento alla topografia dell’area consentì di utilizzare il terreno come sostegno parziale dell’edificio. Tale caratteristica permette di attribuire il monumento alla categoria degli anfiteatri a struttura mista, nei quali le pendenze naturali del terreno si integrano con opere di sostruzione artificiali destinate a completare la struttura monumentale.
L’edificio, con dimensioni di circa 72,5×55 m disponeva di due accessi assiali posti alle estremità dell’asse maggiore e di una rete di scale e corridoi che consentiva la distribuzione del pubblico e del personale di servizio. La cavea era separata dall’arena (53×34 m circa) da un alto podio, dietro il quale correva un corridoio anulare di servizio. Al di sotto dell’arena era presente almeno una galleria destinata alle esigenze tecniche degli spettacoli.
Dal punto di vista cronologico, i dati disponibili permettono di distinguere almeno due fasi principali nella vita del monumento. La prima corrisponde alla costruzione dell’anfiteatro, generalmente collocata intorno alla metà del II secolo d.C., grazie al rinvenimento di alcuni bolli laterizi (CIL XV, 622). Una seconda fase è rappresentata dagli interventi di restauro e trasformazione, testimoniati, ad esempio, dai due contrafforti realizzati a ridosso della facciata nord-orientale del monumento.



