L’iniziativa Sustainability Talks organizzata dalla Luiss Business School ha proposto un dialogo inedito tra mondo letterario, scienza e impresa, offrendo spunti concreti per le famiglie imprenditoriali. L’evento, inserito nell’Executive Programme in Global Family Business Management e sostenuto da Intesa Sanpaolo, ha preso le mosse dalle opere di Ian McEwan per interrogarsi su come la narrativa possa interpretare e sollecitare l’azione collettiva sul clima. In questa cornice si è indagato il significato del commitment personale e della responsabilità intergenerazionale, declinati sia come tema etico sia come leva manageriale.
La giornata, che si è svolta il 22 maggio presso la sede Luiss Business School di Villa Blanc a Roma, ha riunito figure del mondo accademico, imprenditoriale e istituzionale per mettere a confronto visioni differenti ma complementari. Tra gli interventi si è discusso di come la letteratura possa trasformarsi in lente di analisi per comprendere le dinamiche di inertia e di azione nelle organizzazioni famigliari, e se arte e scienza possano cooperare per orientare scelte strategiche sostenibili nel lungo termine.
Letteratura come specchio della responsabilità climatica
Partendo dai romanzi di Ian McEwan, il dibattito ha esplorato la tensione tra la conoscenza scientifica e la risposta personale alla crisi climatica. La figura del ricercatore che prevede o comprende una catastrofe diventa un esempio per analizzare il rapporto tra sapere e azione: fino a che punto la consapevolezza produce cambiamento? La discussione ha usato la narrativa come strumento per rendere tangibili dilemmi altrimenti tecnici, mostrando come il racconto possa trasformare la scienza in un dispositivo empatico capace di mobilitare opinioni pubbliche e decision maker.
Il professor Beard come metafora collettiva
Tra le letture emerse è stato suggerito di vedere alcune figure letterarie come simboli della leadership contemporanea: il scienziato che sa ma ritarda le azioni è stato interpretato come un possibile riflesso delle élite globali. Questa lettura invita a considerare la responsabilità non solo come questione morale individuale, ma come elemento strutturale della governance aziendale e pubblica. Discutere queste figure in chiave metaforica ha permesso di collegare emozione e politica, sottolineando come il racconto influisca sulle narrative di rischio e sulle priorità strategiche.
Imprese familiari: colpa, eredità e governance
L’incontro ha posto al centro anche l’interrogativo su come il lascito delle generazioni passate influenzi le scelte dei discendenti: la inerzia generazionale può tradursi in costi ambientali e reputazionali che ricadono sui successori. Si è parlato di come le imprese familiari possano convertire lo slancio verso la sostenibilità in un vero vantaggio competitivo, integrando politiche di governance che includano obiettivi ambientali e sociali nel processo decisionale. La discussione ha evidenziato l’importanza di trasformare la colpa in opportunità di innovazione e dialogo intergenerazionale.
Governance e passaggio generazionale
Il Dean della Luiss Business School, Raffaele Oriani, ha richiamato l’attenzione sul fatto che la sostenibilità permea la governance e il passaggio di consegne, diventando criterio di valore per le nuove generazioni. Integrare strumenti di sostenibilità nei patti di famiglia e nei piani strategici è stato indicato come un approccio concreto per mettere in sicurezza sia il patrimonio aziendale sia il consenso interno. La formazione e la cultura aziendale assumono così un ruolo centrale nel preparare eredi capaci di combinare tradizione e innovazione sostenibile.
Sostenibilità urbana, lusso e formazione
Nel confronto sono intervenuti anche rappresentanti del settore luxury e delle istituzioni cittadine. Andrea Guerra, CEO di Prada Group, ha proposto una lettura della sostenibilità come leva per attrarre la Gen Z e per proteggere il tessuto manifatturiero tipico del Made in Italy, con un’enfasi sulla sostenibilità sociale come parte integrante del valore di marca. Da parte pubblica, Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, ha messo in luce le Politiche urbane che traducono gli obiettivi ambientali in opportunità di sviluppo per aree centrali e periferiche.
La giornata è stata moderata da Sarah Varetto, EVP Communications, Inclusion & Bigger Picture di Sky Italia, e ha visto la partecipazione di Fabio Corsico (direttore dell’Executive Programme), Stefano Barrese (Intesa Sanpaolo) e lo stesso Ian McEwan tra i relatori. È emersa la centralità della formazione: l’Executive Programme in Global Family Business Management, realizzato in partnership con Intesa Sanpaolo e in collaborazione con l’Istituto de Empresa a Madrid e la Iéseg School of Management, mira a preparare le nuove generazioni e a favorire scelte che guardino al bene del sistema economico più ampio. Si ricorda che a settembre 2026 prenderà il via la nona edizione del programma.