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13 giugno 2026: Remigrazione e Riconquista contro antifascisti a Roma

Roma ha vissuto una giornata di tensioni con due manifestazioni opposte: da una parte Remigrazione e Riconquista, dall'altra i movimenti antifascisti.

13 giugno 2026: Remigrazione e Riconquista contro antifascisti a Roma

Roma ha vissuto oggi, 13 giugno 2026una giornata di tensioni politiche con due manifestazioni opposte che hanno attraversato le sue strade. Da una parte, il movimento Remigrazione e Riconquistasostenitore della proposta di legge di iniziativa popolare contro l’immigrazione, dall’altra i collettivi studenteschi e i movimenti antifascisti. Le strade della città sono state blindate, con numerose vie chiuse e bus deviati per permettere lo svolgimento delle due iniziative.

Remigrazione e Riconquista: il corteo dell’estrema destra

Il corteo di Remigrazione e Riconquista è partito da piazza della Libertà con decine di tricolori e t-shirt nere, sfoggiando uno striscione con il nome della proposta di legge. Tra i partecipanti, realtà di estrema destra come CasaPound. Gli slogan scanditi dai manifestanti includevano ‘Dove sono gli antifascisti?’ e ‘Chi non salta comunista è’.

Il presidente del comitato, Luca Marsellaha commentato le critiche ricevute: ‘Non ci rispecchiamo in quello che dice Vannacci perché a noi interessano i fatti. Quando andrà lì non combinerà niente’. Il corteo ha percorso via Cola di Rienzo in direzione di piazza Risorgimentocon numerose camionette delle forze dell’ordine schierate lungo il percorso.

La risposta antifascista: un fronte unito contro razzismo e sfruttamento

Contemporaneamente, i gruppi di Unione sindacale di baseRete dei ComunistiPotere al Popolomovimenti per la casa e Pro-Palcentri sociali e movimenti anarchici e antagonisti hanno organizzato un corteo di risposta. Gli striscioni esposti recitavano slogan come ‘Unite e uniti respingiamo razzismo, guerre e sfruttamento’‘Smascheriamo i mandanti di remigrazione e ProVita. Cacciamo il governo Meloni’ e ‘Stop sfratti, sgomberi e pignoramenti’.

Uno degli organizzatori ha dichiarato: ‘Questo corteo non vuole limitarsi a manifestare l’antifascismo, ma vuole dire ‘no’ all’imperialismo, contro il genocidio in Palestina. Tutti insieme ci scagliamo contro i potenti e contro questo governo. Andiamo sotto le finestre del ministro Salvini – ha poi proseguito -. E non per fare testimonianza, ma per dirgli che se ne deve andare ora e subito’.

Tra i cartelli esposti, anche alcuni con Roberto Vannacci ritratto a testa in giù. In piazza erano presenti anche sindacati come la Cgill’Anpile associazioni e la rete No Kingsin una mobilitazione contro il corteo di Remigrazione e Riconquista nel quartiere Prati.

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