13 Giugno 2026

Donata Pizzi e la sua collezione di fotografie di artiste italiane

Un ex bunker tra Piazza Bologna e Via Tiburtina a Roma ospita ora la straordinaria collezione di fotografie di Donata Pizzi, un viaggio attraverso il lavoro delle fotografe italiane.

Donata Pizzi e la sua collezione di fotografie di artiste italiane

In un ex bunker tra Piazza Bologna e Via Tiburtina a Roma, ha trovato finalmente una casa stabile la straordinaria collezione di fotografie di Donata Pizzi. Questo spazio, frutto della determinazione della stessa collezionista, è dedicato alla conservazione, allo studio e alla ricerca sul lavoro delle fotografe italiane dagli anni Sessanta a oggi.

La collezione non è solo un archivio di immagini, ma un vero e proprio viaggio attraverso il ruolo delle donne nella società e nell’arte. Un percorso che esplora l’intersezione tra narrazione personale e storia collettiva, mettendo in luce come il femminismo abbia influenzato profondamente il lavoro delle fotografe italiane.

Dalle pionieristiche agli artisti contemporanei

La collezione Pizzi ospita trecento fotografie di novanta autrici, un percorso che parte dalle pionieristiche Letizia BattagliaLisetta Carmi e Carla Cerati per arrivare alle voci contemporanee di Paola AgostiMarina Ballo CharmetPaola Di BelloSilvia Camporesie molte altre.

Queste artiste, pur avendo ricevuto riconoscimenti internazionali, spesso vedono le loro storie trascurate. La collezione Pizzi dà voce a ciascuna di loro, mostrando come il loro lavoro rifletta i cambiamenti sociali e culturali avvenuti in Italia negli ultimi decenni.

Un centro di ricerca e conservazione

Lo spazio, pensato per accogliere studenti, ricercatori e curatori, è un luogo dove la conservazione dialoga con la ricerca. Attualmente, è in corso il lavoro di catalogazione dei libri, con oltre 1600 volumi già catalogati, molti dei quali rari e preziosi.

“La parte centrale della Collezione è incentrata sul femminismo”, spiega Donata Pizzi. “L’Ateneo di Bologna e Sapienza Università di Roma hanno condotto molta ricerca su questi temi e la Collezione è diventata un interlocutore privilegiato.”

La collezione non si limita alle opere esposte, ma abbraccia la storia e la critica della fotografia italiana e internazionale, offrendo un contributo significativo alla comprensione del ruolo delle donne in questo campo.

Un riconoscimento tardivo ma significativo

Nel 2016, Donata Pizzi e Raffaella Perna hanno allestito la prima mostra in Triennale, un evento pionieristico che ha messo in luce il lavoro di tante artiste ingiustamente dimenticate. Contestualmente, la Fondazione Prada recuperava, nella mostra ‘TV 70: Francesco Vezzoli guarda la Rai’, molti di questi lavori.

Oggi, la collezione Pizzi rappresenta un punto di riferimento per chiunque sia interessato alla fotografia femminile italiana. Un tesoro di immagini che raccontano storie di resilienza, creatività e impegno, offrendo uno sguardo unico sulla società italiana attraverso gli occhi delle sue artiste.