E’ morta la giornalista Miriam Mafai  da 60 anni impegnata nel giornalismo ed in politica. Una frase su tutte descrive al meglio la sua straordinaria personalità: “come donne nessuno ci ha regalato niente”.

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Ha scritto per l’Unità, Paese Sera, Noi Donne, Repubblica, e sebbene appartenesse ideologicamente alla sinistra, non ha mai risparmiato critiche coerenti al suo partito, soprattutto per il tipico ritardo della sinistra nell’analisi del panorama  politico italiano e dei suoi cambiamenti. Nacque il 2 Febbraio 1926 da due artisti,Mario Mafai ed Antonietta Raphael, donna ebrea figlia di un rabbino lituano.  Proprio a causa delle origini materne, di cui andava estremamente orgogliosa,  visse il dramma del fascismo in prima persona, contrastandolo con fermezza nella Resistenza. Alla fine della dittatura divenne  funzionario del Pci, andò in Abruzzo e sposò il “compagno”Umberto Scalia, da cui ebbe due figli: Luciano, divenuto dirigente sindacale e Sara, giornalista.Nel 1957 la famiglia Scalia si trasferì a Parigi e Miriam cominciò la sua carriera di scrittrice per la rivista “Vie Nuove” giornale di sinistra fondato da Luigi Longo. Nel 1961 Miriam, che si era separata dal marito, tornò a Roma ,divenne redattore parlamentare per l’Unità e si legò al leader Pci Giancarlo Pajetta, che lei stessa definì l’unico vero amore della sua vita. Dopo l’Unità, Miriam scrisse per il giornale di sinistra Paese Sera fino a metà degli anni 1970; nel 1976 contribuì alla nascita di La Repubblica, quotidiano dell’area progressista e riformista dove scrisse spaziando fra molteplici argomenti con grande creatività e libertà espressiva, divenne persino senatore del Partito Democratico della sinistra. Soprattutto era  feroce negli attacchi al berlusconismo e alla caduta di valori ad esso annesso. Famosa anche come scrittrice di saggi quali “Botteghe Oscure addio” che le valse nel 1996 il Premio Cimitile , ” come eravamo comunisti” “dimenticare Berlinguer”,”Silenzio dei comunisti”. Nel 2005 vinse il Premio Montanelli per il suo contributo alla cultura italiana

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